Una comunità attonita e spezzata dal dolore si è stretta attorno alla famiglia di Lorena Isceri, la 45enne di Squinzano brutalmente uccisa a Firenze dall’ex compagno. La tragedia, che ha sconvolto l’intero Salento, ha visto consumarsi un ennesimo e atroce femminicidio: la donna è stata percossa, rapita, chiusa nel bagagliaio di un’auto per circa venti minuti e infine lanciata da un ponte dell’autostrada A1, mentre era con ogni probabilità ancora viva.
I funerali di Lorena Isceri si sono svolti nella chiesa Maria Regina di Squinzano, incapace di contenere la folla imponente. Centinaia di persone hanno affollato la parrocchia e il sagrato circostante, dove è stato installato un maxischermo per la cerimonia funebre per permettere a tutti di seguire la funzione. Tra i presenti figuravano parenti, amici, cittadini e numerose rappresentanze delle istituzioni, affiancate da oltre quaranta sindaci con la fascia tricolore, giunti da ogni parte della provincia per testimoniare vicinanza e ferma condanna verso ogni forma di violenza sulle donne.

L’atmosfera all’interno della chiesa è stata segnata da momenti di profonda ed incessante commozione. All’arrivo della bara bianca, ornata con fiori rossi e sormontata da un ritratto sorridente della donna, i genitori hanno manifestato un dolore struggente: mamma Antonietta ha stretto a sé per tutta la durata del rito l’orsacchiotto bianco di Lorena, un ricordo d’infanzia a cui la figlia era rimasta legatissima. Papà Franco si è stretto al feretro tra i baci e, al termine della messa, ha sollevato la foto di Lorena mostrandola all’uscita della chiesa, scatenando un lungo e commosso applauso tra le lacrime della folla.
L’addio a Squinzano si trasforma così nell’ennesimo grido d’aiuto e di giustizia per Lorena Isceri, una piaga sensibile che lascia un vuoto incolmabile nel cuore della sua terra e dell’Italia intera.






