Oramai non si parla più solo di movida, ma di vera e propria inciviltà urbana. A Gallipoli, e in particolar modo a Baia Verde, la pazienza dei cittadini ha superato da tempo il punto di non ritorno. Quella che dovrebbe essere una perla del turismo salentino rischia di trasformarsi, nei mesi estivi, in un incubo a cielo aperto per chi ci vive e lavora.
Il fenomeno del turismo maleducato sta mettendo a dura prova la tenuta della comunità locale. I residenti sono esasperati da un quotidiano copione fatto di schiamazzi, musica a pieno volume, scherzi di cattivo gusto e grida sguaiate ad ogni ora del giorno e della notte.
L’incubo dell’alba: il ritorno dai locali
Il momento peggiore, raccontano gli abitanti, si consuma nelle prime ore del mattino. All’alba, quando la città dovrebbe assaporare qualche ora di meritato riposo, comincia la processione di rientro dei grandi gruppi di giovani di ritorno dalle discoteche e dai club della zona.
Sfiniti dal divertimento ma evidentemente ancora carichi di un’esuberanza fuori controllo, questi gruppi scambiano le vie residenziali di Baia Verde per un’estensione della pista da ballo:
- Urla e canti a squarciagola a pochi metri dalle finestre delle abitazioni.
- Vandalismi minori ed escrementi lasciati sui marciapiedi o nei giardini privati.
- Totale disprezzo per le regole basilari di convivenza civile e per il diritto al riposo altrui.
La voce della protesta: “Così ci costringono a fuggire”
A dar voce alla rabbia di un’intera comunità è stata una cittadina di Baia Verde che, facendosi portavoce di tanti altri residenti, ha inviato una dura lettera aperta indirizzata alle istituzioni locali, alla stampa e alle forze dell’ordine.
«Molti residenti e proprietari di case preferiscono ormai non trasferirsi a Baia Verde durante la stagione estiva. Siamo consapevoli dell’invivibilità a cui andremmo incontro a causa di questo turismo selvaggio e maleducato. Non è possibile dover abbandonare le proprie case per disperazione.»
Parole amare che evidenziano un paradosso drammatico: la località balneare viene svuotata dei suoi stessi abitanti per far spazio a un flusso turistico incontrollato che devasta la vivibilità del quartiere.
Le richieste alle Istituzioni e alle Forze dell’Ordine
La lettera inviata alle autorità non vuole essere una semplice lamentela, ma un accorato appello all’azione. La cittadinanza chiede a gran voce:
- Un presidio costante e rigoroso delle forze di polizia nelle ore più critiche (in particolare tra le 04.00 e le 08.00 del mattino).
- Interventi sanzionatori severi contro chi viola le ordinanze sul decoro pubblico e sul rispetto della quiete.
- Un piano strategico dell’Amministrazione Comunale per riqualificare il modello di turismo della zona, superando la logica del “tutto è concesso” a favore di una fruizione sostenibile del territorio.
Gallipoli e Baia Verde non chiedono la fine del divertimento o del turismo, risorse fondamentali per l’economia locale, ma esigono con forza il ripristino della legalità e del rispetto. Perché una città che svende la tranquillità dei propri cittadini alla maleducazione di pochi finisce, inevitabilmente, per perdere la propria identità.





