Si è svolta presso il Palazzo del Governo di Lecce la riunione di debriefing in materia di antincendio boschivo (AIB) e di interfaccia. L’incontro, finalizzato alla ricognizione delle attività svolte e al bilancio consuntivo della stagione estiva 2026, è stato presieduto dal Prefetto di Lecce, Natalino Manno.
Al tavolo istituzionale hanno preso parte l’Assessore alle Politiche ambientali della Regione Puglia, Debora Ciliento, il Direttore del Dipartimento Regionale di Protezione Civile, Ing. Nicola Lopane, e il Commissario Straordinario per il Numero Unico di Emergenza 112, Dott. Salvatore Refolo. Presenti inoltre i vertici provinciali delle Forze di Polizia, del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, della Capitaneria di Porto, dell’Esercito Italiano, oltre ai rappresentanti degli Enti locali e dei gestori delle arterie stradali.
Durante il vertice è stato evidenziato il coordinamento del sistema di Protezione Civile, che ha operato in un quadro meteorologico segnato da eccezionali ed prolungate ondate di calore, condizioni che hanno reso il territorio particolarmente vulnerabile alla propagazione dei roghi.
Inneschi e frequenza: 79 roghi tra maggio e settembre 2026
Dai dati presentati dall’Arma dei Carabinieri (Gruppo Forestale) e dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco sono emersi i numeri chiave della stagione estiva:
- Numero e superficie degli incendi: Nel periodo compreso tra maggio e settembre 2026, in provincia di Lecce sono stati censiti 79 incendi boschivi. La superficie media per singolo evento è stata di 20 ettari (pari a circa 33 campi da calcio).
- Fasce orarie più critiche: Gli inneschi si sono concentrati prevalentemente nella fascia oraria tra le 11:00 e le 12:00, con un picco significativo nei giorni prefestivi e festivi. Primi fenomeni rilevanti si sono registrati già a partire dal mese di maggio.
Eziologia dei roghi: 100% di matrice antropica
Un dato particolarmente significativo riguarda le cause degli incendi: è stata accertata la totale matrice antropica di tutti gli eventi verificatisi.
- Il 60% degli incendi è riconducibile a condotte colpose o imprudenti (involontarie); PNI; il restante 40% è stato causato da azioni dolose (volontarie), infine, il 45% degli incendi si è sviluppato su aree già percorse dal fuoco nel quinquennio precedente.
Controlli e sanzioni: 12 deferimenti e 203 illeciti contestati
Molto incisiva è stata l’attività di polizia giudiziaria e amministrativa svolta dai Carabinieri Forestali. I controlli sul rispetto delle norme di prevenzione hanno portato al deferimento all’Autorità Giudiziaria di 12 persone e alla contestazione di 203 illeciti amministrativi. Le sanzioni sono state comminate prevalentemente per la mancata realizzazione delle fasce di rispetto e dello spietramento di sicurezza.
Aumento delle superfici bruciate e terreni incolti
I dati complessivi dei Vigili del Fuoco mostrano un incremento superiore al 70% della superficie totale percorsa dal fuoco rispetto al passato, fenomeno accentuato dal dilagante abbandono dei terreni incolti. La sala operativa ha gestito una media di circa 10/12 mila contatti mensili.
A supporto delle operazioni è risultato determinante l’invio da parte del Ministero dell’Interno di un contingentamento straordinario di 24 unità di rinforzo, che ha garantito una copertura h24 dei turni. I mezzi operativi del Corpo hanno percorso complessivamente oltre 220.000 chilometri sul territorio provinciale per garantire gli interventi di spegnimento e bonifica.






