Si avvia verso la conclusione il capitolo giudiziario relativo alla baby gang denominata “Quelli dell’Apollo”, il gruppo di giovanissimi che nelle scorse settimane aveva seminato preoccupazione e ansia tra gli adolescenti del centro di Lecce. La Procura per i Minorenni, sotto la direzione della procuratrice Simona Filoni, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a quattro ragazzi di età compresa tra i 14 e i 15 anni, tutti residenti in comuni della provincia.
Cinque aggressioni tra il Teatro Apollo e Piazza Mazzini
Gli approfondimenti investigativi condotti dalla Squadra Mobile hanno permesso di ricostruire nel dettaglio cinque distinti episodi di violenza, consumati tra il 28 febbraio e il 17 maggio 2026 nell’area compresa tra il Teatro Apollo e piazza Mazzini.
- 28 febbraio: Un sedicenne, attirato con un pretesto in piazza Libertini (con l’accusa infondata di aver colpito una ragazza a scuola), è stato brutalmente pestato da due degli indagati affiancati da un gruppo di circa 20-25 coetanei. La vittima è riuscita a salvarsi rifugiandosi all’interno di un esercizio commerciale, riportando una prognosi di 10 giorni.
- 21 marzo: Lo stesso ragazzo è stato nuovamente bloccato e minacciato in via Trinchese, ricevendo uno schiaffo da due componenti del gruppo.
- 1° maggio: Un quindicenne è stato aggredito con il supporto di altri dieci giovani, rimediando lesioni guaribili in una settimana. L’aggressore principale era già stato arrestato in precedenza per maltrattamenti in famiglia e collocato in una comunità penale.
- 2 maggio: In piazza Mazzini, tre indagati hanno circondato un quattordicenne, strappandogli lo smartphone per inviare messaggi e colpendolo a più riprese (10 giorni di prognosi). L’aggressione si è interrotta solo grazie all’intervento di alcuni automobilisti di passaggio.
- 3 e 17 maggio: Un indagato ha tentato di intimidire la prima vittima per impedirgli di sporgere denuncia, minacciando anche la madre. A metà maggio, infine, si sono registrate ulteriori intimidazioni e uno schiaffo a un altro minore intervenuto per difendere l’amico.
Le prove raccolte e i provvedimenti del Questore
Le attività d’indagine della Polizia di Stato si sono sviluppate attraverso l’incrocio di testimonianze, immagini dei sistemi di videosorveglianza, individuazioni fotografiche e analisi forense dei telefoni cellulari sequestrati agli indagati.
Oltre al binario giudiziario, sono scattate le misure di prevenzione personali: il Questore di Lecce, Giampietro Lionetti, ha firmato quattro Daspo urbani. Il provvedimento prevede il divieto di stazionamento nel centro cittadino per la durata di due anni per il presunto leader della banda, e di un anno per gli altri tre componenti dell’organizzazione.





