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Omicidio di Stefano Tomeo a Copertino. Al via gli interrogatori di garanzia

I tre, finiti in arresto, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. L’operaio, di 49 anni, venne assassinato a colpi di pistola la sera dell’11 aprile scorso a Copertino.

by Redazione
3 Luglio 2026 15:11
in Cronaca
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Di A.C.

Fanno “scena muta” davanti al giudice, i tre uomini arrestati per l’omicidio di Stefano Tomeo. Parliamo dell’operaio di 49 anni, assassinato a colpi di pistola la sera dell’11 aprile scorso a Copertino. In realtà, come emerso dalle indagini, non era Tomeo l’obiettivo dell’agguato, ma il suo amico Angelo Ciccarese.

Questa mattina si sono svolti gli interrogatori di garanzia di  Giovanni Calasso, ergastolano di 61 anni, difeso dagli avvocati Ladislao Massari e Luca Pedone; Gianluca De Paolis, infermiere di 52 anni, assistito dal solo Luca Pedone; Andrea Negri, di 50anni, cugino di De Paolis, difeso dagli avvocati Daniele Scala e Giuseppe Emanuele Leo. Nelle scorse ore sono stati raggiunti da un’oridnanza di custodia cautelare in carcere.

Dinanzi al gip Tea Verderosa, presso il la casa circondariale di Borgo San Nicola, si sono tutti avvalsi della facoltà di non rispondere. Sono accusati a vario titolo di omicidio e tentato omicidio in concorso aggravati dalla premeditazione e dal metodo mafioso.

I tre, attraverso i propri legali, potranno fare ricorso davanti al tribunale del Riesame.

Angelo Ciccarese ed i familiari di Stefano Tomeo sono assistiti dall’avvocato Anna Inguscio.

Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Francesco Ciardo, sulla scorta delle indagini dei carabinieri del comando provinciale di Lecce, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, il presunto assassino, Giovanni Calasso, ergastolano che aveva ottenuto gli arresti domiciliari per motivi di salute, prima del nuovo arresto di ieri – doveva presenziare ad un appuntamento fissato per risolvere una lite.

All’incontro dovevano partecipare Angelo Ciccarese, (arrivato in auto assieme al suo amico Stefano Tomeo), Gianluca De Paolis, e suo cugino Andrea Negri. Con loro si presentava, appunto, Calasso, storico boss della Scu, armato di una pistola. Tomeo, scendeva dall’auto e Calasso  sparava, uccidendolo. Il 49enne non era il vero obiettivo dei tre (era Ciccarese), ma come abbiamo visto, qualcosa andava storto.

Ciccarese, alcuni mesi prima, aveva affittato una casa a De Paolis, pretendendo a fine contratto il pagamento di bollette che riteneva insolute. Per far valere le proprie ragioni, Ciccarese avrebbe minacciato più volte di morte il 52enne. De Paolis, anziché denunciare le minacce alle forze dell’ordine, aveva chiesto aiuto al cugino, Andrea Negri, il quale si era rivolto a Calasso. Fondamentali ai fini dell’indagine sono state le intercettazioni telefoniche e ambientali e le immagini dei sistemi di videosorveglianza. Per Ciccarese è scattata anche una denuncia per tentata estorsione, mentre per favoreggiamento personale sono stati denunciati il gestore e un avventore del circolo, dove il gruppo si era dato appuntamento.

Le indagini hanno accertato che nessuna delle numerose persone presenti all’agguato abbia allertato il 118 nonostante le richieste di aiuto di Ciccarese che cercava di soccorrere Tomeo e vari testimoni hanno reso dichiarazioni non veritiere.

Tags: omicidio-tomeo
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