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Omicidio di un 78enne, ritrovato in un pozzo a Torre Rinalda. L’indagato si difende davanti al Gip

Emmanuel Greco, 33enne di Surbo, accusato dell’ omicidio di Antimo Mazzotta, sostiene di essere stato colpito con un bastone che ha causato uno sparo involontario.

by Redazione
31 Ottobre 2026 16:35
in Cronaca, Primo Piano
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Di A.C.

Si difende dalle accuse e sostiene di essere stato colpito con un bastone che ha causato uno sparo involontario. Parliamo di quanto affermato da Emmanuel Greco, 33enne di Surbo, accusato dell’omicidio di Antimo Mazzotta, il pensionato di 78 anni tragicamente trovato senza vita lunedì scorso all’interno di un pozzo artesiano, situato nel cortile della sua abitazione a Torre Rinalda, marina di Lecce. L’interrogatorio si è svolto questa mattina nel carcere di Borgo San Nicola, davanti al gip Luca Scuzzarella. I legali di Greco, gli avvocati Federico Martella e Francesco Martinese, hanno chiesto al giudice l’applicazione di una misura cautelare meno gravosa del carcere.

Al termine dell’udienza il gip non ha convalidato il fermo per questioni tecniche ed ha applicato la misura cautelare del carcere. Secondo il giudice, la tesi difensiva sull’accidentalità dello sparo appare priva di fondamento contraddittoria,soprattutto perché non compatibile con la parte del corpo di Mazzotta (il viso) raggiunta dal colpo di pistola. Ad ogni modo, saranno gli accertamenti balistici a far luce sulla dinamica.  

Secondo quanto sostenuto nell’interrogatorio, il 33enne avrebbe svolto dei lavori in casa di Mazzotta, provvedendo a sostituire la centralina idraulica che non funzionava bene e ad effettuare ulteriori interventi per riparare il guasto. Quel giorno, invece, era da solo (altre volte veniva accompagnato dal padre).

Il 78enne pretendeva la restituzione dei 300 euro per un intervento idraulico non andato a buon fine e il 33enne gli avrebbe risposto che accettava, ma voleva però riprendersi la centralina. Sarebbe scoppiato un acceso diverbio e Mazzotta avrebbe aggredito Greco con un bastone di ferro (come riferito da un vicino di casa). Il 33enne però impugnava una pistola che si era portato dietro per paura di essere aggredito.

Avrebbe, anzitutto, esploso un colpo a terra e cercato di schivare le bastonate di Mazzotta. Una lo avrebbe raggiunto alla mano e sarebbe partito inavvertitamente uno sparo che colpiva l’anziano al volto. A quel punto, Greco nascondeva prima il corpo nel pozzo e poi l’arma che ha ammesso di possedere illegittimamente, permettendo poi ai carabinieri di ritrovarla in un nascondiglio.

Intanto, il sostituto procuratore Luigi Mastroniani, titolare del fascicolo d’indagine, disporrà una perizia balistica sull’arma. Ed ha già affidato all’ingegnere Silverio Greco l’esame dei dispositivi elettronici in sequestro. Invece, sono stati affidati al medico legale Alberto Tortorella gli accertamenti sulla dinamica dell’omicidio. L’autopsia, eseguita ieri, ha confermato come Mazzotta sia morto sul colpo per uno sparo al volto.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo, guidati dal tenente colonnello Cristiano Marella, hanno sottoposto nella giornata di mercoledì, a fermo di indiziato di delitto, Emmanuel Greco, 33 anni originario di Surbo, di professione idraulico, ritenuto il presunto autore del grave fatto di sangue. L’uomo, nel corso dell’interrogatorio, davanti al pm si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo le prime risultanze investigative, alla base del delitto vi sarebbe un movente di natura economica. Al termine di un prolungato interrogatorio, il trentatreenne è stato condotto presso la casa circondariale di Lecce, con la pesante accusa di omicidio volontario. Un contributo importante per indirizzare gli inquirenti verso la soluzione del caso è arrivato anche dalla testimonianza chiave di una persona informata sui fatti.

Tags: morti-misterioseomicidio-torre-rinalda
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