Un’operazione lampo condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tricase ha portato all’arresto in flagranza di reato di due giovani – un 27enne di origini marocchine e un 25enne originario della Campania – ritenuti responsabili di truffa aggravata in concorso ai danni di una persona anziana.
L’episodio si è svolto ieri mattina attorno alle ore 10:00, riproponendo un copione ormai noto basato sulla manipolazione emotiva e sul falso utilizzo delle Istituzioni per spaventare le vittime più vulnerabili.
L’inganno con la tecnica dello “spoofing”
La vittima, una donna di 76 anni, è stata contattata telefonicamente da un malintenzionato che si è qualificato come Maresciallo dei Carabinieri. Per rendere credibile il raggiro, il truffatore ha impiegato la tecnica informatica dello spoofing, un sistema che consente di alterare il numero del chiamante facendo comparire sul display del destinatario la dicitura “Comando dei Carabinieri”.
Durante la telefonata, il falso militare ha instillato il panico nell’anziana, sostenendo che un’autovettura a lei intestata – verosimilmente con targa clonata – fosse stata utilizzata per compiere una rapina a un esercizio commerciale in un comune limitrofo.
Puntando sulla paura di gravi conseguenze giudiziarie, l’interlocutore ha persuaso la donna a raccogliere contanti e monili in oro presenti in casa, da consegnare a un sedicente collega in arrivo presso la sua abitazione per chiarire la vicenda.
Il raggiro e l’intervento immediato dei veri Carabinieri
Pochi minuti dopo, il complice si è presentato alla porta dell’anziana, riuscendo a farsi consegnare gioielli in oro e diamanti per un valore stimato di circa 30.000 euro, prima di dileguarsi a piedi.
Non appena compreso di essere stata vittima di un raggiro, la 76enne ha prontamente allertato i veri Carabinieri. L’attivazione della macchina investigativa è stata immediata: i militari si sono riversati nella zona avviando un capillare filtraggio del territorio.
L’intuito degli operanti ha consentito di intercettare, a breve distanza dall’abitazione colpita, i due sospetti a bordo di un’utilitaria presa a noleggio. La successiva perquisizione personale e veicolare ha permesso di rinvenire e recuperare l’intera refurtiva. L’oro e i diamanti sono stati riconsegnati all’anziana donna, ponendo fine all’incubo e restituendole il valore affettivo dei propri beni di una vita.
L’arresto e la misura cautelare
Al termine delle formalità di rito, i due giovani sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Lecce, come disposto dal PM di turno della Procura della Repubblica di Lecce che coordina le indagini.
Naturalmente, il procedimento penale versa attualmente nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati potrà essere definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna, nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.






