Una telefonata inattesa, la drammatica notizia di un figlio finito nei guai con la giustizia e la richiesta urgente di consegnare denaro e gioielli per ottenerne la liberazione. È lo scenario precostruito con cura da due malintenzionati che, fingendosi appartenenti all’Arma dei Carabinieri, hanno tentato di raggirare un’anziana residente a Lequile. Un copione purtroppo ricorrente, ma che questa volta si è concluso con l’arresto dei due presunti responsabili grazie alla tempestiva segnalazione dei familiari e al rapido intervento del Comando Provinciale dei Carabinieri di Lecce.
La dinamica del raggiro: la pressione emotiva sulla vittima
L’episodio si è verificato nella serata di ieri. Secondo quanto ricostruito nell’immediatezza dai militari, l’anziana è stata contattata telefonicamente da sconosciuti che, presentandosi falsamente come militari dell’Arma, le hanno riferito che il figlio era stato tratto in arresto. Per ottenerne l’immediata scarcerazione, le è stato spiegato che era necessario consegnare una somma in contanti o oggetti di valore a sedicenti colleghi pronti a presentarsi presso la sua abitazione.
Facendo leva sull’affetto materno e sulla paura per le sorti del familiare, i presunti truffatori sono riusciti a convincere la donna a preparare alcuni preziosi in oro. Una situazione di forte pressione emotiva e psicologica, architettata ad arte per impedire alla vittima di riflettere e verificare la veridicità del racconto.
L’intervento del nipote e la fuga dei sospettati
A interrompere il raggiro è stato il provvidenziale arrivo del nipote dell’anziana. Il giovane, notata un’autovettura sospetta nei pressi dell’abitazione della nonna, si è subito precipitato all’interno. La sua presenza improvvisa ha indotto i due uomini ad allontanarsi precipitosamente, abbandonando nel giardino dell’abitazione una busta contenente i gioielli appena sottratti.
Contemporaneamente è scattata la chiamata al Numero Unico di Emergenza 112. Il nipote, rimanendo in costante contatto con la Centrale Operativa, ha fornito dettagli preziosi sugli spostamenti del veicolo in fuga, consentendo ai militari di tracciare in tempo reale la posizione dei fuggitivi.
L’inseguimento e l’arresto sulla Tangenziale Ovest di Lecce
La Centrale Operativa di Lecce ha immediatamente attivato e coordinato le gazzelle della Sezione Radiomobile della Compagnia di Lecce, già impegnate nei capillari servizi di controllo del territorio.
Grazie al perfetto coordinamento tra la sala operativa e le pattuglie sul campo, i Carabinieri sono riusciti a intercettare l’auto lungo la Tangenziale Ovest di Lecce, all’altezza dello svincolo per Surbo Scalo. I due occupanti, entrambi originari della provincia di Taranto, sono stati bloccati e tratti in arresto in flagranza di reato. L’intera refurtiva, dal valore stimato di circa 500 euro, è stata interamente recuperata e restituita all’anziana proprietaria.
Al termine delle formalità di rito, su disposizione del PM di turno della Procura della Repubblica di Lecce, i due arrestati sono stati condotti presso la Casa Circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce.
Collaborazione tra cittadini e Forze dell’Ordine
L’episodio dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale la sinergia tra cittadini e Forze dell’Ordine nel contrasto alle truffe agli anziani. La prontezza della segnalazione al 112 e la reattività dei Carabinieri della Sezione Radiomobile hanno permesso di sventare il reato e assicurare i presunti responsabili alla giustizia.
Naturalmente, il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità penale degli indagati dovrà essere accertata in sede processuale, nel pieno rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza.






