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“Difendiamo il pluralismo nelle relazioni industriali”. Federaziende scende in piazza a Roma con il Comitato ‘Articolo 39’

Federaziende e Comitato Articolo 39 a Roma contro il monopolio della rappresentanza sindacale

by Redazione
27 Giugno 2026 11:35
in Economia
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Difendere il pluralismo, tutelare la democrazia nelle relazioni industriali e riaffermare la libertà sindacale come pilastro costituzionale. Con questi obiettivi chiari e urgenti, l’Organizzazione Datoriale Federaziende ha preso parte attiva alla mobilitazione nazionale che si è svolta a Roma, in Piazza Barberini, promossa dal Comitato “Articolo 39 Libertà Sindacale”.

Al centro della protesta, svoltasi mercoledì 24 giugno, vi è la profonda preoccupazione per le possibili derive del dibattito in corso sul cosiddetto “Decreto Primo Maggio”, che rischia di introdurre norme capaci di limitare la rappresentanza e irrigidire un sistema che, al contrario, avrebbe bisogno di trasparenza e inclusione.

La Costituzione come bussola: l’attuazione dell’Articolo 39

Il presidio romano nasce dalla necessità impellente di garantire la piena attuazione dell’articolo 39 della Costituzione italiana, il quale sancisce che “l’organizzazione sindacale è libera”.

Secondo i promotori e le sigle aderenti, le attuali tendenze legislative rischiano di tradursi in una compressione degli spazi di autonomia delle organizzazioni minori o indipendenti, favorendo una sorta di monopolio della rappresentanza. La delegazione di Federaziende, guidata dal Segretario Generale Nazionale Eleno Mazzotta, ha voluto ribadire che la democrazia economica si fonda sul pluralismo e non sulla marginalizzazione delle parti sociali.

Dumping contrattuale e lavoro povero: sì al contrasto, no alle discriminazioni

Nessuno mette in dubbio la necessità di combattere il fenomeno dei “contratti pirata”, il lavoro povero e la precarizzazione selvaggia. Tuttavia, la posizione espressa dal Direttivo di Federaziende parla chiaro: la lotta al dumping non può diventare il pretesto per azzerare la concorrenza leale tra modelli contrattuali né per discriminare i soggetti rappresentativi.

“La lotta al lavoro povero non può tradursi in una limitazione della rappresentanza. È necessario promuovere regole trasparenti e criteri oggettivi validi per tutti, capaci di valorizzare il lavoro di qualità, garantire adeguati livelli retributivi e rafforzare il ruolo della contrattazione.” — si legge in una Nota del Direttivo di Federaziende

Per l’associazione datoriale, la strada maestra non è il dirigismo contrattuale, bensì la definizione di parametri oggettivi che misurino la reale rappresentatività, lasciando intatto il valore della contrattazione collettiva sana.

Le parole del Segretario Generale Eleno Mazzotta

A margine del presidio in Piazza Barberini, il Segretario Generale Eleno Mazzotta ha espresso con fermezza la posizione ufficiale della confederazione:

“Abbiamo partecipato a questo presidio perché la libertà sindacale non è una concessione, ma un diritto costituzionale che deve essere garantito a tutte le organizzazioni realmente rappresentative. Contrastare i contratti pirata è un obiettivo condivisibile, ma ciò non può diventare il pretesto per restringere il pluralismo e marginalizzare soggetti sindacali che operano quotidianamente a tutela delle imprese. Servono regole chiare, uguali per tutti, fondate sulla trasparenza, sulla rappresentanza effettiva e sulla qualità del lavoro. È necessario che venga riaffermato il valore della libertà sindacale quale pilastro delle relazioni industriali nel Paese.”

Prospettive future

La mobilitazione di Roma lancia un segnale forte alle istituzioni e al Governo. La richiesta che arriva da Federaziende e dal Comitato “Articolo 39” è quella di aprire un tavolo di confronto inclusivo, che non escluda le voci di chi rappresenta il tessuto vivo delle micro, piccole e medie imprese italiane. Solo attraverso regole simmetriche, trasparenti e rispettose della Carta Costituzionale sarà possibile modernizzare le relazioni industriali senza calpestarne la natura democratica.

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