Nel panorama socio-economico odierno, le cooperative sociali di lavoro rappresentano uno degli strumenti più etici e potenti per favorire l’inserimento lavorativo dei giovani. Lontane dalle sole logiche di profitto, queste realtà mettono al centro la persona, la solidarietà e la restituzione di valore al territorio, trasformando le competenze delle nuove generazioni in risorse concrete per la collettività. È proprio partendo da questa visione che il movimento cittadino “Agenda Partecipata” ha lanciato una proposta forte e concreta per il futuro di Magliano, frazione di Carmiano.
Al centro del dibattito c’è il Centro per la Legalità “Peppino Impastato”, una struttura attualmente versante in uno stato di grave e ingiustificato abbandono.
Una targa non basta: l’eredità di Peppino Impastato
Intitolare uno spazio pubblico a Peppino Impastato – figura simbolo della lotta alla mafia, alla corruzione e all’omertà, che ha pagato con la vita il proprio coraggio e la propria sete di giustizia sociale – non può e non deve essere un mero atto formale. Peppino ci ha insegnato che la legalità si costruisce giorno per giorno, con la cultura, la bellezza, la parola e l’impegno civile sui territori. Lasciare che il centro a lui dedicato degradi nel silenzio significa tradire il senso profondo del suo sacrificio. La memoria, per essere tale, richiede coerenza e responsabilità.
La proposta di “Agenda Partecipata”: doposcuola, lavoro e inclusione
Per strappare la struttura all’incuria, Agenda Partecipata propone un modello di gestione innovativo e a forte ricaduta sociale: affidare il Centro a una costituenda cooperativa sociale di lavoro.
L’idea progettuale punta a trasformare l’edificio in un polo educativo e culturale vivo, destinato in primis all’organizzazione di attività di doposcuola per gli alunni delle scuole elementari e medie. Il servizio verrebbe offerto a tariffe contenute e pienamente accessibili, venendo incontro alle esigenze economiche delle famiglie del territorio, spesso penalizzate dalla carenza di servizi educativi integrativi.
Al contempo, l’iniziativa intende rispondere a un’altra grande piaga sociale: la precarietà giovanile. Il progetto mira infatti a dare un’opportunità di lavoro regolare e tutelato a giovani laureati e laureandi locali che già si dedicano all’insegnamento e al supporto scolastico privatamente, ma spesso in condizioni di informalità e senza alcuna tutela contrattuale.
Un presidio di crescita e trasparenza
Non si tratta dunque di una semplice riapertura di porte, ma della creazione di un vero e proprio presidio di dignità del lavoro e solidarietà intergenerazionale.
Come sottolinea Agenda Partecipata nel proprio comunicato: «Peppino Impastato ci ha insegnato che la legalità non è una parola da pronunciare nelle cerimonie, ma una pratica quotidiana che richiede coraggio, partecipazione e assunzione di responsabilità. La memoria di Peppino Impastato merita fatti, non targhe.»
Il movimento chiede quindi un confronto pubblico e trasparente con l’amministrazione comunale di Carmiano, affinché si chiariscano le cause dell’abbandono del bene e si valuti seriamente la fattibilità di questo percorso sostenibile.
In un momento storico in cui i giovani cercano futuro, le famiglie servizi e i cittadini spazi di aggregazione, ridare vita al Centro “Peppino Impastato” attraverso la cooperazione sociale rappresenterebbe un segnale di riscatto e di vera legalità applicata.






