Coronavirus, verso la Fase 2. La Asl punta sull’ospedale di San Cesario, Copertino è pronto per la riapertura di tutti i reparti

Si è conclusa nel tardo pomeriggio di oggi la videoconferenza tra i sindacati degli operatori sanitari e la Asl. All’ordine del giorno l’attuale situazione epidemiologica da Covid 19 e le indennità di rischio

Si è conclusa nel tardo pomeriggio di oggi la videoconferenza tra i sindacati degli operatori sanitari e la Asl. All’ordine del giorno l’attuale situazione epidemiologica da Covid 19 e la relativa individuazione delle Unità Operative per la corresponsione dell’indennità di rischio a causa delle malattie infettive oltre al Progetto Obiettivo finalizzato all’incentivazione economica di tutto il personale sanitario della Azienda Sanitaria Locale di Lecce.

Clima disteso tra le parti che, a quanto fanno sapere dal sindacato, si è manifestato nel momento in cui si è discusso del riordino ospedaliero che si attuerà nella cosiddetta Fase 2, ovvero la situazione sanitaria che succederà al momento emergenziale che si è vissuto nelle scorse settimane e che si sta vivendo, anche se in maniera più blanda, in questi giorni.

Il direttore generale della Asl di Lecce, Rodolfo Rollo, ha illustrato il piano alla luce dell’andamento del contagio; nel momento in cui dovesse vedersi la luce in fondo al tunnel, dovrebbe essere confermato come avamposto contro il virus l’Ospedale di San Cesario di Lecce con i suoi 120 posti letto. Buone notizie anche per Copertino, che in Fase 2 appunto, dovrebbe ritornare a tutti gli effetti ospedale di base con tutte le Unità Operative già previste. Nelle more della riapertura il personale sarebbe impegnato in formazione per l’attivazione della Terapia Intensiva e la nuova apertura della U.O. di Riabilitazione e di Lungodegenza post covid che potrebbe essere allocata nel padiglione della ex pediatria.

Più accesa la discussione al momento in cui  il direttore generale ha fatto riferimento al personale dipendente interessato all’attribuzione dell’indennità di malattie infettive. Secondo le indicazioni della Asl di Lecce l’indennità di rischio spetterebbe a 700 lavoratori, troppo pochi per i sindacati. I quali hanno anche proposto la corresponsione di una fascia retributiva a tutto il personale dipendente avente diritto con decorrenza dall’ 1 gennaio 2020.

«Siamo intervenuti per dare il nostro apporto – ha detto Francesco Perrone di Fsi-Usae – che prevedeva un numero sicuramente superiore per la corresponsione dell’indennità di malattie infettive a tutto il personale sanitario appartenente ad UU.OO. Covid e non Covid ospedaliero e territoriale e per quanto riguarda il progetto obiettivo abbiamo chiesto di incentivare economicamente tutto il personale suddividendolo in tre fasce di ripartizione».

La riunione è stata aggiornata al 28 aprile prossimo. È stato previsto un incontro per giovedì 23 aprile 2020 con l’Amministratore Unico di Sanitaservice, la società in-house della Asl di Lecce, Luigino Sergio per discutere di tutte le operazioni, note ed atti adottati senza che le organizzazioni sindacali si sentissero coinvolte.  Quel giorno è probabile che gli animi saranno un po’ più fumantini.