Covid-19, i sindacati preoccupati per il rischio focolaio al Vito Fazzi: “Casi nei reparti e personale troppo esposto”

A firmare le richieste rivolte al Prefetto e alla Asl di Lecce sono tutte le associazioni di categoria che stanno ricevendo molte segnalazioni di casi positività all’interno dei reparti.

Preoccupano le condizioni di sicurezza del personale sanitario che nella lotta alla pandemia opera in prima linea contro il nemico invisibile. Sono molte le segnalazioni di casi di positività al coronavirus giunte dall’ospedale Vito Fazzi di Lecce alle associazioni di categoria che proprio in queste ore si stanno mobilitando, scrivendo direttamente al Prefetto di Lecce, al Direttore Generale, al Direttore Sanitario e al Direttore Medico Presidio della Asl di Lecce. Stiamo parlando di tamponi risultati positivi per il personale sanitario che opera nel nosocomio, un vero e proprio pericolo non solo per tutti gli operatori sanitari ma anche per i pazienti ricoverati, con il rischio di trasformare l’ospedale leccese in un focolaio.

Al centro delle richieste dei sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fsi Usae, Fials, Nursind e Rsu c’è soprattutto la verifica dei protocolli di sicurezza per tutto il personale. “A tutt’oggi – scrivono in una nota congiunta – non ci spieghiamo come mai il personale viene destinato sia nell’U.O.C di Medicina sia in quella di Pneumologia, come nei reparti di Ostetricia e Nido, Utin, e tutte le aree di degenza, operi senza dispositivi di protezione e senza materiali disinfettanti sia a base alcolica sia quelli a base di ipoclorito di sodio che sono facilmente reperibili”.

Preoccupazioni che sorgono dopo che alcuni pazienti ricoverati in diversi reparti dell’ospedale sono risultati positivi, per un totale di 9 pazienti tra Ginecologia, Pneumologia (4 questa mattina), Medicina 3 e l’Unità di Terapia Intensiva Coronarica. Tutti nuovi episodi di contagio “che da semplici casi, sembrerebbe che si stiano trasformando in veri e propri focolai”, denunciano i sindacati.

Eppure, come ricordano, “la Direzione Generale ha disposto una task-force all’interno del presidio “V. Fazzi” con l’obiettivo di eseguire tamponi indistintamente a tutti i pazienti afferenti e a quelli degenti compreso tutto il personale in servizio presso le varie UU. OO. di degenza, ambulatoriale e di diagnostica strumentale, nonché l’adozione di protocolli, percorsi in sicurezza all’interno del plesso centrale del P.O. Vito Fazzi”. A ciò si aggiunge anche la distribuzione di “diversi dispositivi di protezione individuale pari a circa 1200 pezzi tra mascherine tipo FFP2 e FFP3; oltre alle diverse migliaia di mascherine chirurgiche”.

Le richieste dei Sindacati

“Si chiede alle SS.LL. – dicono i sindacati – di voler verificare quanto su esposto, e contestualmente di accertare la effettiva attuazione di protocolli o  procedure, da parte della medicina del lavoro  e nel caso affermativo se è stato adottato e se  sono stati identificati percorsi di messa in sicurezza dei pazienti Covid-19 e percorsi di decontaminazione e tutela sul posto di lavoro,  di tutti gli operatori, nel rispetto della Legge 81/2008 e decreti emergenza Covid-19”.

Considerata la grave situazione che sembrerebbe determinarsi all’interno del plesso centrale del “P.O. Vito Fazzi, scaturita dal replicarsi di focolai covid-19, le scriventi precisano che non esiteranno a intraprendere tutte le azioni necessarie finalizzate ad accertare le eventuali responsabilità”.



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