Coronavirus, giorno triste in Puglia per la conta dei morti: 17 vittime, una in Salento

Cresce il numero dei nuovi casi in Puglia, ma in modo ‘costante’. Il Bollettino della Regione Puglia si ferma a 1.182 positivi al Covid-19

Nella guerra contro il Coronavirus, un nemico invisibile, è impossibile fare previsioni. Si può cercare di ipotizzare quale sarà la curva dei contagi, disegnare lo scenario peggiore e smentirlo con i dati alla mano. È il caso della Puglia, dove il numero dei casi registrati è fortunatamente lontano dai 2mila immaginati a fine marzo dalla task-force guidata dall’epidemiologo Pier Luigi Lopalco. «Grazie a Dio sono la metà» ha dichiarato il luminare, sottolineando l’importanza di restare a casa per spezzare la catena dei contagi.

Il bollettino

Il Bollettino della Regione Puglia – che ieri era fermo a 1.093 positivi al Covid-19 – parla di 89 nuovi casi. Questo riporta il comunicato del Governatore Michele Emiliano scritto sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro.

Dei 968 test effettuati, 89 sono risultati positivi. Così suddivisi:

  • 28 in Provincia di Bari
  • 13 nella Provincia di Barletta-Andria-Trani
  • 12 in Provincia di Foggia
  • 17 in Provincia di Taranto
  • 3 nella Provincia di Brindisi
  • 12 nuovi casi in Salento
  • 4 non attribuiti.

Dall’inizio dell’emergenza, questo è il giorno più triste per il numero di decessi: 17 persone hanno perso la vita. 1 in provincia di Lecce (77 anni), 6 in provincia di Brindisi (77, 71, 82, 54, 87, 79 anni), 8 in provincia di Foggia (86, 92, 80, 77, 57, 89, 74, 75 anni) , 2 in provincia di Bari (92 e 74 anni).

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 1.182. Così divisi:

  • 387 in Provincia di Bari
  • 85 nella Provincia di Bat
  • 305 nella Provincia di Foggia
  • 74 nella Provincia di Taranto
  • 122 nella Provincia di Brindisi
  • 177 nella Provincia di Lecce
  • 14 attribuiti a residenti fuori regione
  • 18 per i quali è in corso l’attribuzione della relativa provincia.

Come ormai prassi impone, i Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per rintracciare i contatti stretti dei nuovi pazienti.

Il numero dei contagi cresce in modo costante, ma questo non significa che bisogna abbassare la guardia. C’è ancora da ‘calcolare’ gli effetti dalla fuga della Lombardia.  «Abbiamo ricoverato in ospedale i genitori dei ragazzi che sono tornati a casa perché sono stati presi dal panico. Non bastano due settimane per quantificare questo fenomeno e soprattutto stiamo vedendo la prima generazione dei casi ma bisognerà vedere se non ce ne sarà una seconda». Per questo, in Puglia, come ha spiegato il professor Lopalco, si stanno cercano «i casi con pochi sintomi», persone che hanno scambiato il coronavirus per un’influenza e non si sono presentate in Ospedale e gli asintomatici.



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