Don Damiano, non uno qualsiasi. La sua storia parla per lui. All’età di 65 anni una nuova sfida lo attende dopo aver guidato per circa un decennio una delle parrocchie più grandi e importanti della diocesi, una parrocchia che ha prodotto due vescovi: il cardinale De Giorgi e mons. De Grisantis.
Fu proprio con don Vito che don Damiano, appena ordinato sacerdote, avviò la sua prima esperienza a servizio del territorio, era il 1986. Poi 5 anni più tardi, nel 1991, la nomina a vice parroco di San Lazzaro, dove in pochi anni riuscì a dar vita, collaborando col parroco Franco Leone, ad una delle realtà giovanili più vivaci e intraprendenti della città di Lecce, anni che videro fiorire le vocazioni al sacerdozio di don Antonio Sozzo e don Simone Renna.
Nel 1996 il vescovo Cosmo Francesco Ruppi lo nominò parroco di Santa Lucia, una parrocchia giovane, in uno dei quartieri residenziali più importanti di Lecce, dove però non c’era una chiesa parrocchiale, non ancora. La costruzione della nuova chiesa fu tra i compiti più impegnativi di quegli anni, ma fu un progetto che si realizzò, quando nel dicembre del 2008 la chiesa venne inaugurata.
Anni dopo il vescovo Mimì D’Ambrosio lo volle parroco a Santa Rosa, proprio lì dove tutto era cominciato e dopo quasi dieci anni, con il provvedimento reso noto oggi, si aggiunge un altro tassello alla vita di un prete molto amato e conosciuto, fine liturgista, persona dalla comunicazione netta e dai modi lineari e diretti.
Don Damiano Madaro, appassionato di calcio, tifoso dell’Inter in gioventù e tifosissimo del Lecce, fu per anni, sotto la dirigenza Semeraro, il padre spirituale dell’Unione Sportiva Lecce, accompagnatore dei giovani e guida di calciatori famosissimi come Mirko Vucinic e Valeri Bojinov.
Insomma una vita segnata da esperienze forti e significative, che certamente produrranno frutti anche nella nuova comunità che lo avrà come parroco.
A don Damiano giungano gli auguri della nostra Redazione, auguri che vengono estesi parimenti a tutti i nuovi parroci della diocesi leccese.






