Basta qualche giorno di caldo, un po’ di vento e il Salento torna a bruciare. Ma quella che si sta consumando in queste ore nella provincia di Lecce non è un’emergenza improvvisa, bensì la cronaca di un disastro annunciato. A denunciarlo, con una nota congiunta dai toni durissimi, sono le sigle sindacali dei Vigili del Fuoco: FNS CISL (Giuseppe Luperto), UILPA VVF (Alessandro De Giorgi), CONFSAL VVF (Aldo Del Coco) e FEDERDISTAT (Gabriele Pascali).
Il messaggio è chiaro e non ammette repliche: il sistema è già al collasso e siamo soltanto a maggio.
Un territorio d’oro trasformato in una polveriera
Da Lecce a Tricase, passando per Andrano, Santa Maria di Leuca, Santa Cesarea Terme e Ugento: la mappa dei roghi avvolge ormai l’intera provincia. Le abbondanti piogge dei mesi scorsi hanno favorito una crescita eccezionale della vegetazione spontanea che oggi, a causa della mancata pulizia dei terreni e di obblighi di manutenzione sistematicamente ignorati, si è trasformata in un ammasso di combustibile secco.
La gravità della situazione ha già travalicato la soglia della gestione ordinaria. Nel vasto rogo sviluppatosi tra Andrano e Tricase, nei pressi di Torre del Passo, è stato necessario l’intervento dei Canadair per contenere le fiamme alimentate dal vento.
“I Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Lecce stanno affrontando un’emergenza enorme con organici insufficienti, mezzi limitati e turni massacranti” – denunciano i sindacati.
Carenze d’organico e “colonne mobili” da tutta Italia
Per fare fronte alle decine di richieste contemporanee e ai numerosi interventi in coda, la macchina del soccorso sta raschiando il fondo del barile. È stato già necessario richiedere:
- Squadre di supporto dalle altre province pugliesi.
- Personale disponibile in regime di lavoro straordinario.
- L’attivazione di moduli di colonne mobili provenienti da altri comandi d’Italia.
Con l’imminente avvio della stagione turistica e l’innalzamento delle temperature, il quadro rischia di sfuggire definitivamente di mano.
L’atto d’accusa alla politica: “Basta con i ritardi sulla convenzione AIB”
Il dito dei sindacati è puntato dritto contro la burocrazia e la mancanza di programmazione della Regione Puglia e degli enti locali. Sotto accusa c’è il cronico ritardo nella definizione della convenzione AIB (Antincendio Boschivo).
“Sono anni che denunciamo sempre le stesse criticità” – incalzano Luperto, De Giorgi, Del Coco e Pascali. “Cambiano le amministrazioni, cambiano i vertici e i governatori, ma il copione resta immutato. Ci si ritrova ai primi di giugno attorno a un tavolo per discutere di emergenze prevedibili mesi prima. Così la Protezione Civile resta bloccata e i Vigili del Fuoco vengono lasciati soli a combattere una battaglia impari”.
“Siamo lavoratori, non supereroi”
I sindacati respingono la retorica della resilienza a tutti i costi e chiedono tutele per la salute degli operatori, logorati da uno stress lavoro-correlato ormai oltre i livelli di guardia.
“Occorre dirlo con chiarezza: i Vigili del Fuoco sono professionisti dello Stato, non sono invincibili. Siamo uomini e donne al servizio del Paese. Non eroi, non supereroi.”
L’appello urgente alle Istituzioni
L’articolo si chiude con un appello perentorio rivolto alla politica, ai Comuni e al Prefetto di Lecce. Non c’è più tempo per i rinvii: servono rinforzi immediati di personale, mezzi adeguati e, soprattutto, controlli rigorosi e sanzioni sull’obbligo di pulizia dei terreni privati e pubblici.
La prevenzione deve tornare a essere una priorità concreta. Il rischio, altrimenti, non sarà solo quello di vedere andare in fumo il patrimonio naturale del Salento, ma di veder crollare l’intero sistema di soccorso provinciale, mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini e degli stessi soccorritori. Il Salento non può essere lasciato solo. E i suoi Vigili del Fuoco nemmeno.





