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Si è spento Andrea Ascalone, il re del pasticciotto

by Massimo Alligri
23 Agosto 2017 16:28
in Attualità
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Si è spento nel tardo pomeriggio di ieri Andrea  Ascalone, meglio conosciuto come il ‘re del pasticciotto’. Aveva 76 anni, da tempo soffriva di una grave patologia che lo vedeva sottoporsi a cure chemioterapiche che pian piano hanno consumato la sua forte tempra.

Il suo laboratorio di pasticceria nel centro storico di Galatina è famosissimo il tutto il Salento, e non solo, per aver inventato il tipico dolce salentino conosciuto in tutta Italia.

Nel lontano 1745 il pasticcere Ascalone, trisavolo di Andrea,  pensò ad un nuovo dolce che potesse richiamare un gran numero di forestieri attesi in città per la festa del santo patrono. Tra una prova e l’altra, gli avanzarono della pasta frolla e un po’ di crema insufficienti per preparare un'altra torta. Decise così di metterli in una piccola forma di rame facendone una piccola torta alla crema. È questa la storia del ‘pasticciotto’, una storia di sacrifici, passione e creatività.

Andrea Ascalone era famoso non solo per i suoi pasticciotti ma anche per i suoi aneddoti fulminanti, vere e proprie pillole di saggezza, con cui era solito intrattenere i suoi avventori. Come pure era solito fulminare quei clienti sprovveduti che osavano chiedere di portarsi via il pasticciotto senza mangiarlo lì subito, caldo e come deve essere.

A chi gli chiedeva il segreto di tanta bontà lui subito replicava che non esistevano segreti, ma poi pian piano, e sotto voce, scandendo bene le parole come un prete durante un'omelia, sussurrava che il segreto era un elevato grado di onestà nella scelta degli ingredienti e poi solo tanta pazienza e fatica.

‘Con Andrea Ascalone se ne va un pezzo della storia di Galatina – dichiara Cosimo Montagna, Sindaco di Galatina – aveva costruito attorno al pasticciotto il suo personaggio fatto di aneddoti, di curiosità, di racconti impastati di verità e leggenda. Proprio come i suoi dolci fatti di pasta frolla, crema pasticciera e una dose di segreti. Era difficile entrare nella sua bottega artigianale e non imbastire con lui una chiacchierata.

Non vendeva solo dolci – prosegue – ma pillole di saggezza popolare che ti portavi insieme alla preziosa incartata. Lo ricordiamo sempre diretto nella conversazione, critico oramai verso un mondo che cambiava e che si andava globalizzando. Lui resisteva con le sue verità e la sua identità: il pasticciotto ne era la riprova. Puoi girare tutto il mondo ma così lo trovi solo a Galatina. Nella bottega Ascalone. La città intera lo ricorda con affetto ed è vicina alla famiglia’.
 

Tags: personaggi-illustri-deceduti
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