Termina con tre condanne il processo relativo all’inchiesta sull’agguato ai tifosi del Pescara sulla superstrada Brindisi-Lecce.
Nelle scorse ore, il giudice monocratico Annalisa De Benedictis ha inflitto quattro anni di reclusione ciascuno a G. D. M. 31enne, di Lecce; F. A. D., 34 anni, di Cursi; S. F., 33enne, di Melendugno. La sentenza dispone per i tre imputati l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e il Daspo della durata di otto anni, con divieto di accesso agli impianti sportivi italiani ed esteri. E ancora, l’obbligo di presentazione presso le stazioni dei carabinieri, durante gli incontri del Lecce.
Nello specifico, gli imputati sono stati ritenuti responsabili di alcuni capi d’accusa per l’imboscata della sera del 31 marzo 2019 allo svincolo Torchiarolo-San Pietro Vernotico. Quel giorno un gruppo di ultrà del Lecce avrebbe assaltato la carovana di sostenitori abruzzesi diretta allo stadio Via del Mare.
Va detto che per alcune contestazioni, il giudice ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione e per difetto di querela. La sentenza del tribunale prevede la confisca e la distruzione del materiale sequestrato. Una volta depositate le motivazioni della sentenza, la difesa potrà fare ricorso in Appello. Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dall’avvocato Giuseppe Milli.
L’inchiesta era nata dopo il violento assalto ai pullman, auto e minivan con circa 150 tifosi del Pescara. Secondo la ricostruzione degli investigatori, coordinati dal pm Alessandro Prontera, il convoglio fu bloccato da un gruppo di ultrà che avrebbe lanciato bombe carta, fumogeni, pietre e altri oggetti, provocando il danneggiamento di alcuni mezzi. In quelle fasi concitate dell’assalto, un monovolume Ford Galaxy prese fuoco e diversi sostenitori pescaresi rimasero feriti, e uno di loro fu ricoverato in ospedale.





