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Presunto sistema di appalti pilotati in cambio di regali e voti. In 23 finiscono sotto processo

Tra gli imputati, rinviati a giudizio dopo l'udienza preliminare, vi sono anche i sindaci di Maglie, Ruffano e Sanarica.

by Redazione
20 Giugno 2026 14:54
in Cronaca
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Il Tribunale di Viale De Pietro

Il Tribunale di Viale De Pietro

Ê terminata l’udienza preliminare su un presunto giro di appalti pilotati in cambio di favori, regalie e sostegno elettorale. Il gup Marcello Rizzo, nel pomeriggio di oggi, ha rinviato a giudizio i 23 imputati, tra i quali comparivano anche Ernesto Toma, sindaco di Maglie, l’ex vice sindaco e assessore (riconfermato), Marco Sticchi. Tra gli imputati, anche, il sindaco di Ruffano, Antonio Cavallo. E poi. il sindaco di Sanarica, Salvatore Sales e l’ex assessore Dario Andrea Strambaci. E ancora, l’imprenditore di Maglie, Marco Castrignanò, ed il fratello Graziano Castrignanò. Non solo, anche due società coinvolte nell’inchiesta, la Castrignanò Appalti Srl e la Cesa Srl, entrambe di Maglie.

Il giudice ha disposto anche una serie di proscioglimenti parziali, per alcuni reati, come l’associazione a delinquere della quale rispondevano, tra gli altri, i due fratelli Castrignanò.

 C’è stato anche un proscioglimento da tutte le accuse. Il gup Marcello Rizzo, ha prosciolto Stefano Minerva, 46enne di Otranto (assistito dall’avvocato Corrado Sammarruco).

In un’altra udienza, il comune di Ruffano e quello di Sanarica si erano costituiti parte civile, assistiti rispettivamente dagli avvocati Vincenzo Farina e Cosimo d’Agostino.

La prima udienza del processo si terrà il 5 ottobre davanti ai giudici in composizione collegiale e gli imputati potranno difendersi dalle accuse durante il dibattimento.  Per tutti, il pm Maria Vallefuoco aveva chiesto il rinvio a giudizio.

Solo Pasquale De Vito, di Uggiano La Chiesa, difeso dall’avvocato Umberto Leo, ha chiesto di patteggiare a 1 anno e 1 mese di reclusione (pena sospesa). 

Il collegio difensivo è composto tra gli altri, dagli avvocati. Luciano Ancora, Roberto Sisto, Andrea Sambati, Luigi Corvaglia, Giancarlo Sparascio, Vincenzo Blandolino, Francesco Vergine e Massimo Manfreda, Luigi Casarano.  

L’indagine portò nel marzo dello scorso anno, a misure cautelari per 10 persone (3 in carcere e 7 ai domiciliari) e ad una serie di misure interdittive.  

Riguardo la posizione del sindaco Toma, la Procura punta il dito sui presunti accordi illeciti con l’imprenditore Marco Castrignanò, per i lavori di ristrutturazione nello studio professionale e la fornitura di addobbi floreali in occasione delle nozze del “primo cittadino”. Tra gli appalti “sospetti”, i lavori di manutenzione dello stadio Tamborino-Frisari e l’adeguamento sismico della scuola dell’infanzia di Corso Cavour. Toma e Sticchi finirono agli arresti domiciliari, ma sono poi tornati in libertà. E ottennero il via libera dalla Prefetture per tornare alle loro cariche istituzionali.A seguito delle elezioni delle settimane scorse, sono stati rieletti. Stesso discorso per Antonio Cavallo, confermato sindaco di Ruffano. 

Cavallo è accusato di aver ricevuto dall’imprenditore Marco Castrignanò, nell’aprile 2022, somme di denaro. Non solo, anche lavori di ristrutturazione a titolo gratuito nella sede del comitato elettorale. Gli accertamenti hanno riguardato anche la procedura per l’affidamento di due bandi di gara, per oltre 5 milioni di euro e i lavori di miglioramento delle aree del centro storico di Torre Paduli e largo San Rocco. Cavallo fu arrestato con ordinanza di custodia cautelare in carcere, ma tornò in libertà, con provvedimento del Riesame, considerando tra le altre cose, le sue dimissioni dalla carica di sindaco.

Sales e Strambaci sono accusati di essersi messi a disposizione degli imprenditori per gli appalti sull’abbattimento delle barriere architettoniche ed il centro di raccolta differenziata per circa un milione di euro. Ed avrebbero ottenuto, in cambio, il sostegno alle elezioni del 3 e 4 ottobre del 2021 e, dopo la vittoria, avrebbero ricevuto da Marco Castrignanò, sei casse di prosecco, oltre al pagamento del pranzo con 130 persone, in un ristorante a Otranto.

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