Un controllo di routine si è trasformato in una scoperta che ha consentito ai Carabinieri della Compagnia di Lecce di assicurare alla giustizia un uomo di 41 anni senza fissa dimora e, allo stesso tempo, di recuperare due antichi testi religiosi. Le accuse contestate, infatti, sono di detenzione e
porto abusivo di arma clandestina e ricettazione di beni culturali.
L’intervento conferma ancora una volta il ruolo fondamentale svolto dalle pattuglie impegnate quotidianamente nel controllo del territorio, capaci non solo di prevenire e contrastare la criminalità, ma anche di contribuire concretamente alla tutela dei beni culturali.
Il controllo a Lizzanello e la scoperta del furgone rubato
I guai per l’uomo sono cominciati nella notte tra il 27 e il 28 luglio quando i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno fermato un furgone Citroën nel comune di Lizzanello. Fin dal primo momento, il conducente avrebbe mostrato un comportamento ritenuto sospetto dagli uomini in divisa. L’atteggiamento, infatti, ha spinto i militari a vederci chiaro. E gli accertamenti hanno confermato i dubbi iniziali: il mezzo era stato rubato a Lecce lo scorso 20 luglio. Da quel momento il controllo si è trasformato in una perquisizione approfondita che ha portato alla luce elementi di particolare rilievo investigativo.
Pistola clandestina pronta a sparare e arma artigianale
All’interno di un borsello nascosto nel veicolo, i Carabinieri hanno rinvenuto una pistola calibro 9 Parabellum clandestina, completa di caricatore e con una cartuccia già inserita in canna, circostanza che avrebbe reso l’arma immediatamente utilizzabile. Insieme alla pistola è stato sequestrato anche un punteruolo artigianale con una lama affilata di circa sette centimetri, anch’esso ritenuto un oggetto atto ad offendere.
Per il conducente, un 41enne senza fissa dimora già noto alle forze dell’ordine, è quindi scattato l’arresto per detenzione e porto abusivo di arma clandestina. Ma l’uomo dovrà difendersi anche dall’accusa di ricettazione di beni culturali.
Recuperati due antichi testi religiosi
L’aspetto più insolito dell’operazione riguarda però il ritrovamento di due antichi volumi a carattere religioso, nascosti all’interno del furgone. Secondo una prima valutazione, i libri potrebbero possedere un rilevante valore storico e artistico. Proprio per questo motivo sono stati immediatamente avviati gli accertamenti tecnici e identificativi in collaborazione con l’Archivio di Stato di Lecce, che dovrà ricostruirne la provenienza e verificarne l’eventuale appartenenza a collezioni pubbliche, archivi ecclesiastici o altri enti.
L’obiettivo è restituire i preziosi volumi ai legittimi proprietari e preservarli come parte del patrimonio culturale della comunità salentina.
Il furgone restituito al proprietario
Il mezzo rubato è stato riconsegnato al legittimo proprietario, limitando così i danni provocati dal furto avvenuto nei giorni precedenti.
Al termine delle formalità di rito, il 41enne è stato trasferito presso la Casa Circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce, su disposizione del Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Lecce, che coordina le indagini.
Un’operazione che tutela sicurezza e patrimonio culturale
L’episodio dimostra come il controllo capillare del territorio possa produrre risultati che vanno ben oltre la semplice repressione dei reati predatori. Il recupero di beni di possibile interesse storico rappresenta infatti un’importante azione di tutela della memoria collettiva e del patrimonio culturale del Salento.
Le indagini proseguono per chiarire l’origine dei due antichi testi religiosi e verificare eventuali collegamenti con altri episodi di furto o traffico illecito di beni culturali.
Presunzione di innocenza
Si ricorda che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità dell’indagato potrà essere accertata esclusivamente con sentenza definitiva e irrevocabile di condanna, nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.






