Una lunga storia di paura, silenzi e sofferenza si è interrotta a Copertino, dove la Polizia di Stato ha arrestato un uomo di 51 anni, ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie.
L’intervento delle forze dell’ordine arriva al termine di un’indagine che avrebbe ricostruito un quadro familiare segnato, secondo gli investigatori, da anni di comportamenti violenti e vessatori, sia sul piano fisico che psicologico.
Anni di tensioni e isolamento
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, le condotte contestate all’uomo sarebbero state alimentate anche da una morbosa gelosia e aggravate, in diverse occasioni, dall’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti. Le presunte condotte prevaricatorie e aggressive si sarebbero consumate anche alla presenza dei figli della coppia. Per frenare l’escalation di violenza, la donna è stata costretta ad interrompere ogni rapporto con la propria famiglia d’origine, arrivando a rinunciare a far conoscere i tre figli ai genitori.
Una situazione di isolamento che avrebbe reso ancora più difficile chiedere aiuto e trovare una via d’uscita.
Il precedente arresto per tentato omicidio
Un episodio particolarmente grave si sarebbe verificato nel recente passato. La volontà della figlia maggiore della coppia di riallacciare i rapporti con i nonni materni avrebbe provocato, secondo quanto ricostruito durante le indagini, una violenta reazione dell’uomo nei confronti del genero.
La vicenda era sfociata in un arresto con l’accusa di tentato omicidio. Dopo un periodo trascorso in carcere, tuttavia, secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe ripreso i comportamenti ritenuti vessatori nei confronti della moglie.
L’episodio che ha portato all’intervento della Polizia
Nel pomeriggio del 27 luglio, durante una passeggiata, si sarebbe verificato un nuovo episodio di tensione. La donna, di fronte a un’aggressione verbale, avrebbe manifestato l’intenzione di contattare le forze dell’ordine.
Secondo la ricostruzione investigativa, l’uomo avrebbe tentato di impedirle di utilizzare il telefono, arrivando a bloccarle le braccia e a sottrarle la borsa. All’interno del camino sarebbero poi stati bruciati il portafogli con i documenti personali della donna e alcune sue calzature.
Dopo l’accaduto, la vittima è riuscita comunque a chiedere aiuto e a far intervenire la Polizia di Stato.
Quando gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Nardò sono arrivati sul posto, l’uomo avrebbe continuato a rivolgere insulti alla moglie anche in presenza dei poliziotti. La donna è stata successivamente accompagnata in ospedale con una ambulanza per gli accertamenti sanitari necessari.
Al termine delle procedure previste, il 51enne è stato arrestato e trasferito presso la Casa Circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: il procedimento penale si trova nella fase delle indagini e gli eventuali accertamenti di responsabilità saranno definiti esclusivamente nelle sedi giudiziarie competenti.






