Ci sono artisti che fanno ridere. E poi ci sono artisti che, con un sorriso, riescono a raccontare l’animo umano, a conquistare il cuore di milioni di italiani. Anna Marchesini apparteneva a questa seconda, rarissima, categoria. La sua scomparsa, il 30 luglio 2016, ha lasciato un vuoto incolmabile nel panorama artistico italiano, ma il suo ricordo resta impresso nella memoria dei suoi fan che, grazie al suo talento, hanno imparato a ridere con intelligenza e a commuoversi senza retorica.
Federico Fellini, che di genio se ne intendeva, l’aveva battezzata affettuosamente “Comicarola”. Ma Anna Marchesini, una donna dai mille talenti, con quella sua ironia disarmante, preferiva definirsi “un gelato misto”. Una metafora perfetta per una donna che è stata mille cose insieme: attrice drammatica, comica geniale, autrice raffinata, regista sensibile, scrittrice poetica. Capace di farci ridere e riflettere allo stesso tempo, con la sua verve e la sua capacità di trasformarsi, ha creato personaggi indimenticabili, che hanno saputo cogliere le contraddizioni e le sfumature della società del tempo. Il suo era un umorismo mai urlato, costruito sulla precisione, sul linguaggio, sui silenzi e su una capacità unica di cogliere le fragilità dell’essere umano. “Andando all’università in treno, vedevo sempre una finestrella accesa. Avevo una passione per la vita degli altri, e io ci volevo guardare dentro”, diceva.
Con Il Trio, insieme a Massimo Lopez e Tullio Solenghi, ha scritto pagine indimenticabili della televisione italiana, ma è con le sue parodie dei personaggi famosi, che ha fatto breccia. La sessuologa Merope Generosa, Wanna Marchi, Rita Levi Montalcini,la Sora Flora, donna di borgata pettegola e la signorina Carlo, zitella miope e balbuziente della provincia di Chieti (“Che siccome che sono cecata…”): Anna è stata tanti volti pur rimanendo sempre se stessa.
Ma Anna Marchesini non è stata solo una comica. Era un’attrice completa, capace di passare dalla satira più pungente alla tenerezza più toccante. La sua carriera è stata costellata anche di successi individuali, in teatro e al cinema. Dietro il sorriso c’era una donna profonda, sensibile e colta. Si è laureata in Sociologia, dimostrando un grande interesse per i temi sociali. La sua comicità, spesso, aveva un retrogusto amaro, capace di farci riflettere sulle nostre debolezze e sulle ipocrisie della società.
Alla fine degli anni Novanta, il destino bussò alla sua porta con una forma rara e aggressiva di artrite reumatoide degenerativa. Negli ultimi anni della sua vita, ha dovuto affrontare la malattia con coraggio e dignità. Nonostante il dolore, non ha mai smesso di amare la vita e di creare. La sua capacità di affrontare le avversità con ironia e leggerezza è stata un esempio per tutti.
Anna Marchesini ci ha lasciato un’eredità preziosa: la sua comicità, la sua intelligenza e la sua umanità. I suoi personaggi continueranno a farci ridere e a farci pensare per molto tempo ancora. E la sua luce continuerà a brillare, ricordandoci che anche nei momenti più bui, l’ironia e la speranza possono essere la nostra più grande forza.
Anna Marchesini ci ha insegnato che la risata può essere un atto di resistenza, di dignità, di speranza. Che anche nei momenti più bui, l’ironia può essere una luce. E che, come diceva lei, “nella mia vita avrei costruito cattedrali di grazia e bellezza”.
E in fondo, ci è riuscita.






