La tutela delle vittime di violenza domestica e di genere rappresenta una delle priorità operative del Comando Provinciale Carabinieri di Lecce. Un impegno quotidiano fatto di prevenzione, protezione e pronto intervento, dove la rapidità d’azione e la costante presenza sul territorio risultano fondamentali per salvare vite umane.
Un esempio concreto di questo impegno si è verificato nella nottata di ieri a Caprarica di Lecce, dove i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Lecce hanno arrestato un cittadino di origine albanese, classe 1989. L’uomo è gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti contro familiari, lesioni personali e minaccia ai danni della propria compagna.
L’intervento: una catena di soccorsi salvavita
L’operazione è scattata in seguito a una chiamata al Numero Unico di Emergenza 112. La Centrale Operativa ha inviato immediatamente le pattuglie presso l’abitazione della coppia. All’arrivo dei militari, la vittima è stata trovata in strada insieme alla figlia minorenne, dopo essere riuscita a fuggire per sottrarsi alle brutali aggressioni subite durante la notte.
Il datore di lavoro: allertato dalla vittima, ha immediatamente richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e i vicini di casa: insospettiti dalle urla, hanno segnalato tempestivamente il pericolo in corso.
La violazione del provvedimento cautelare
Dagli accertamenti condotti dai Carabinieri è emersa una dinamica particolarmente grave: l’uomo era già destinatario di una misura cautelare di allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento alla persona offesa, emessa dal GIP del Tribunale di Lecce e notificatagli solo poche ore prima. Nonostante il provvedimento giudiziario, l’indagato ha fatto rientro nell’abitazione, innescando una pericolosa escalation di violenza.
La vittima è stata prontamente soccorsa dal personale del 118 e trasportata presso l’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce per le cure del caso. L’uomo è stato arrestato e, su disposizione del Pubblico Ministero della Procura di Lecce, tradotto presso la Casa Circondariale di “Borgo San Nicola”.
Naturalmente, il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari. Si ricorda che l’eventuale responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza definitiva





