Il Questore di Lecce, Gianpietro Lionetti, ha adottato un provvedimento di sospensione – ai sensi dell’art. 100 del T.U.L.P.S. – nei confronti di un circolo privato situato a Copertino. La misura, della durata di 30 giorni, comporta l’interruzione immediata dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande e lo stop all’utilizzo degli apparecchi da gioco (new slot).
L’inchiesta della DDA e il fatto di sangue
La decisione nasce da una complessa istruttoria condotta dalla Divisione Polizia Amministrativa della Questura di Lecce, basata sulla proposta del Nucleo Investigativo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce.
L’attività investigativa ha preso il via a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lecce, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA). L’indagine è scaturita dal grave fatto di sangue avvenuto lo scorso 11 aprile a Copertino, nei pressi del circolo, dove un uomo è stato ucciso e un altro è rimasto vittima di un tentato omicidio.
Un ritrovo per la criminalità organizzata
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il circolo era diventato un punto di riferimento abituale per soggetti pregiudicati, alcuni dei quali legati a contesti di criminalità organizzata locale. Le indagini hanno confermato come, proprio il giorno dell’omicidio, l’autore del delitto avesse stazionato a lungo davanti al locale, interagendo con i soci e pianificando le fasi dell’agguato, poi concretizzatosi con l’esplosione di colpi d’arma da fuoco.
Favoreggiamento e reticenza
Un aspetto che ha ulteriormente aggravato la posizione del circolo è stata la condotta dei presenti al momento dell’agguato. Nonostante il delitto fosse avvenuto in luogo pubblico alla presenza di circa venti testimoni, è emersa una diffusa reticenza.
Molti dei presenti, tra cui soci e il presidente del circolo, hanno omesso di prestare soccorso o di allertare le autorità. Il presidente, in particolare, è stato deferito in stato di libertà per favoreggiamento personale: è accusato di aver aiutato i correi omettendo di riferire dettagli cruciali sulle minacce di morte proferite dall’omicida e sui contatti avvenuti all’interno del circolo prima della sparatoria.
Tutti questi elementi, hanno portato gli agenti della Polizia di Stato in servizio alla Divisione Polizia Amministrativa della Questura di Lecce a sottoporre al Questore il pesante provvedimento di sospensione dell’attività, per la durata di 30 giorni.






