Un furto di gioielli dal valore stimato di circa 160.000 euro, perpetrato ai danni di una donna di 76 anni, si arricchisce di un nuovo e fondamentale capitolo investigativo. I Carabinieri della Stazione di Campi Salentina hanno eseguito un’ulteriore misura cautelare nell’ambito di un’indagine complessa che non punta solo a identificare gli autori materiali del colpo, ma anche a smantellare la rete di chi ha contribuito a monetizzare la refurtiva.
La ricostruzione del furto e i primi arresti
La vicenda ha avuto inizio lo scorso 2 agosto, quando i ladri si sono introdotti nell’abitazione dell’anziana vittima, sottraendo un cospicuo bottino di monili in oro. Le indagini tempestivamente avviate dai militari hanno permesso di ricostruire i movimenti dei sospettati e di raccogliere elementi chiave, portando lo scorso 1° ottobre all’arresto di due uomini del posto di 52 e 26 anni, raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lecce.
Nel corso delle perquisizioni collegate a quel blitz, i Carabinieri non avevano recuperato soltanto una parte dei preziosi (poi restituiti alla legittima proprietaria), ma anche sostanza stupefacente (cocaina e marijuana); bilancini di precisione; oltre 3.200 euro in contanti e materiale esplodente ad alto potenziale del tipo “Rodan” (categoria F4)
Le indagini sul riciclaggio e la vendita dell’oro
L’inchiesta non si è fermata ai presunti autori materiali del furto. Gli investigatori hanno concentrato gli sforzi su un secondo e cruciale filone: la destinazione finale dei gioielli sottratti e le modalità impiegate per ricavarne denaro contante.
Attraverso un’attenta analisi della documentazione e dei registri degli esercizi commerciali del settore, i Carabinieri hanno scoperto il presunto coinvolgimento di un 51enne del posto. Secondo l’ipotesi investigativa, l’uomo avrebbe prestato la propria identità per schermare la cessione dei preziosi in un’occasione, mentre in altre si sarebbe recato personalmente in un negozio “Compro Oro” per vendere la refurtiva.
La misura cautelare e gli sviluppi giudiziari
Alla luce delle prove raccolte, la Sezione G.I.P. del Tribunale di Lecce ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per il 51enne, con la pesante accusa di riciclaggio. Il provvedimento è stato eseguito nel pomeriggio del 29 ottobre dai Carabinieri della Stazione di Campi Salentina, chiudendo il cerchio su una delle fasi cruciali successive al furto: la remissione dei beni nei circuiti commerciali illegali.
Si specifica che il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità penale degli indagati sarà giudicata e definitivamente accertata soltanto nel corso del processo, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.






