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Dia Lecce, 2013 tra confische e arresti

by Lino Dimitri
24 Agosto 2017 13:50
in Cronaca
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Confische di beni mobili e immobili per una valore di 31milioni di euro, di cui, 28 milioni in provincia di Lecce, 2 di Taranto e 1 di Brindisi; l’arresto di tre albanesi trafficanti di eroina; il sequestro di 3,5 kg di eroina pura al 47% e l’arresto di un latitante albanese, ricercato in ambito internazionale da 12 anni, che deve scontare 8 anni di carcere per traffico di stupefacenti.

Sono questi i numeri della Dia (Direzione Investigativa Antimafia di Lecce) che, questa mattina, presso la sede di Via del Delfino a Lecce, ha tirato le somme dell’attività che ha visto impegnati i suoi uomini nell’anno 2013.

Tre confische importantissime sono state effettuate nella provincia di Lecce. Quella definitiva nei confronti di Santo Paglialunga risulta essere la più rilevante. Una società finanziaria; tre aziende immobiliari; 19 immobili; 37 terreni edificabili e conti correnti bancari per un valore complessivo di 8 milioni di euro: questa nel dettaglio i beni espropriati all’uomo. Altra confisca definitiva, poi, ha riguardato Giovanni Tredici a cui sono stati confiscati 8 immobili; 40 appezzamenti di terreno per 42 ettari totali; due conti correnti bancari per un valore complessivo di 4 milioni di euro. La confisca più grossa ed importante compita nel 2013, però, è stata quella effettuata ai danni di Agostino Marzo. Sequestri per un totale di 15 milioni di euro suddivisi in questo modo: tre società ed una ditta individuale; un opificio industriale comprendente tre capannoni; un locale adibito ad officina; un appartamento ed un fabbricato a due piani, il tutto edificato su un’area di 50mila mq; un capannone di 435 mq; un fabbricato comprendente un’abitazione ed un locale commerciale; un fabbricato con annesso locale-deposito e terreno di pertinenza di 9.000 mq; un impianto sportivo comprendente un campo di calcio, una palestra, spogliatoi, un piccolo bar, una pista di atletica leggera ed un campo di tennis; il complesso immobiliare denominato “Masseria Perrone”, comprendente due abitazioni, cinque ampi locali, un fabbricato di antica costruzione, il tutto edificato all’interno di un fondo rustico esteso in otto ettari e 53 are; un’area edificabile estesa in due ettari e tre are, altri fondi agricoli estesi complessivamente in tre ettari e quattro are; disponibilità bancarie e finanziarie per oltre 4 milioni di euro.

Altra operazione che ha contraddistinto questo 2013 è stato il sequestro di ben 3,5 Kg di eroina e l’arresto di tre trafficanti albanesi avvenuto il 20 luglio. Arjan Polisi; Pellumb Drenova e Kristaq Boci (alias Arben Mecaj), i nomi dei tre arrestati di cui quest’ultimo latitante da dodici anni che doveva ancora scontare otto anni di reclusione e se andava tranquillamente in giro tra l’Italia, l’Albania ed il Regno Unito.

Nella provincia di Brindisi, la Dia ha effettuato un sequestro per un milione di euro nei confronti di Giancarlo Capobianco. Due terreni agricoli ad Oria; due appartamenti a Francavilla Fontana; un suolo ubicato nella zona industriale di Francavilla; un fondo rustico, una villetta sempre a Francavilla; 4 autovetture: questi nel dettaglio i beni sequestrati all’uomo.

Passando, infine, alla provincia di Taranto, è stato effettuata una confisca ai danni di Antonio Vitale per un valore complessivo di due milioni di euro. I beni a lui sequestrati sono: un fabbricato di otto vani; due appezzamenti di terreno per tre ettari; un locale commerciale; uno stabilimento balneare.                                                                        

Gli uomini della Dia, nella persona di Leonzio Ferretti hanno parlato, al margine della conferenza stampa, di un peso sempre meno influente che sta avendo la Sacra Corona Unita sul nostro territorio. Ormai, a loro dire, è radicata solo in alcune zone circoscritte della provincia di Lecce e Brindisi ed agisce in maniera disomogenea senza un’unità ben precisa. Zone che non riguarderebbero il territorio tarantino a parte che per qualche paese (Sava e Manduria per esempio) che confina con i focolai più caldi del brindisino legato alla SCU Ci sarebbero, infatti, ancora quattro grandi gruppi legati alla criminalità organizzata per il resto restano molto preoccupanti i numeri che riguardano usura e traffico di sostanze stupefacenti.

Tags: bilanci-arrestidia
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