Mattinata di terrore all’interno del pronto soccorso dell’Ospedale “Vito Fazzi”, dove poco dopo le 10:00 si sono vissuti momenti di forte tensione tra i pazienti in attesa, i loro accompagnatori e il personale sanitario in servizio. Un ragazzo minorenne, secondo le prime ricostruzioni originario del Gambia, ha improvvisamente dato in escandescenza seminando il panico nei locali della struttura ospedaliera.
L’aggressione e gli atti di autolesionismo Il giovane, che secondo quanto ricostruito si presentava armato di un coltello, ha iniziato a minacciare a gran voce le persone presenti nella sala d’aspetto e nei corridoi. In preda a uno stato di profonda alterazione, il minorenne ha compiuto anche alcuni gesti di autolesionismo con la stessa arma da taglio, rendendo immediata la richiesta di aiuto alla centrale operativa delle forze dell’ordine.
L’intervento dei Carabinieri e l’uso del taser Sul posto sono giunte tempestivamente le pattuglie dei Carabinieri. I militari hanno inizialmente cercato di avviare una mediazione con il ragazzo, tentando a lungo di riportarlo alla calma e di convincerlo ad abbassare la lama e consegnare l’arma. Di fronte al rifiuto del giovane e al persistere del pericolo per l’incolumità sua e degli astanti, gli operanti sono stati costretti ad azionare il taser in dotazione per immobilizzarlo in piena sicurezza.
Una volta raggiunto dalla scarica, il minorenne è crollato a terra ed è stato subito disarmato. Gli stessi sanitari del pronto soccorso, assistiti dai militari, lo hanno immediatamente preso in carico per prestare le prime cure, fermare le ferite che si era autoinflitto e procedere al ricovero per gli accertamenti medici e psichiatrici del caso.
Indagini in corso sulle cause Sulle ragioni che hanno scatenato la violenta reazione sono tuttora in corso le verifiche da parte degli investigatori. Tra le ipotesi attualmente al vaglio dell’Arma vi è quella secondo cui il giovane fosse giunto in ospedale poco prima per farsi medicare a seguito di una lite in cui era rimasto coinvolto. Gli inquirenti stanno analizzando le testimonianze e i filmati delle telecamere di videosorveglianza per ricostruire con esattezza l’esatta sequenza dei fatti che hanno preceduto il raid.





