coppia la polemica politica e civile a Calimera, dove l’Amministrazione Comunale ha disposto il recesso dall’Associazione Avviso Pubblico, la rete nazionale degli Enti locali e delle Regioni contro mafie e corruzione. Una decisione appresa tramite una determina datata 10 settembre 2026, che ha provocato la durissima reazione dei gruppi consiliari di opposizione, delle associazioni del territorio e della famiglia di Antonio Montinaro, caposcorta del giudice Giovanni Falcone ucciso nella strage di Capaci.
I consiglieri del gruppo “Calimera in Comune”, Virginia Panese e Antonio Montinaro, si dissociati totalmente dalla decisione, definendola una “scelta gravissima nel merito e vergognosa nel metodo”.
«Calimera non è un Comune qualsiasi su questo tema», spiegano i consiglieri. «È il Comune che nel 1992 ha vissuto sulla propria pelle la violenza straziante della mafia, perdendo Antonio Montinaro. È il Comune che ospita presidi di Libera e associazioni antiracket, che ha intitolato una piazza al sindaco-pescatore Angelo Vassallo e che ogni anno coinvolge le scuole sul tema della memoria. Chi oggi vanta avanzi di bilancio milionari sceglie di tagliare proprio la rete nazionale che promuove la cultura della legalità democratica per risparmiare appena 600 euro all’anno».
Dal punto di vista procedurale, il gruppo sottolinea come l’adesione ad Avviso Pubblico fosse stata deliberata dal Consiglio Comunale il 24 maggio 2016, alla presenza di Don Luigi Ciotti e durante l’esposizione della teca con i resti della Quarto Savona Quindici. Secondo l’opposizione, un atto del Consiglio può essere revocato solo da un altro atto consiliare e non tramite una semplice nota o determina amministrativa. Per questo viene chiesto il reintegro immediato del Comune di Calimera e una relazione urgente del Sindaco in aula.
Sulla vicenda è intervenuta con parole di forte impatto Matilde Montinaro, sorella del Capo scorta di Giovanni Falcone: «Concordo con tutto e ovviamente mi dissocio. Non si tratta semplicemente di risparmiare 600 euro all’anno, ma di scegliere se un’Amministrazione vuole continuare a riconoscersi nella lotta alle mafie. Calimera, il paese che ha dato i natali a mio fratello Antonio, ha scelto di cancellarsi da Avviso Pubblico. La lotta alle mafie non si fa solo con le commemorazioni e le parole, ma attraverso le scelte quotidiane. Quando la sorella di un uomo che ha dato la vita per lo Stato interviene per dire che la memoria non può essere cancellata con una determina, allora la scelta di questa Amministrazione diventa un’offesa».
Forte rammarico è stato espresso anche da ACEA, l’Associazione Antiracket della provincia di Lecce: «Una comunità che ha vissuto la violenza mafiosa e che ha fatto della memoria un tratto identitario merita di continuare a far parte di queste reti. La lotta al racket e alle mafie non è un adempimento burocratico: è una scelta di campo».
A criticare l’operato dell’amministrazione Mattei è arrivata anche la nota dell’ex sindaco Gianluca Tommasi, a capo del gruppo “Kalimera sti kardía”:
«In qualità di sindaco della passata amministrazione ho ritenuto doveroso farne parte per sostenere i principi di giustizia e legalità. È chiaro che l’attuale amministrazione ha altre priorità ed ha effettuato una precisa scelta politica dalla quale ci dissociamo in maniera chiara e profonda».





