Lecce, città d’arte, se ne frega di chi arriva e di chi parte. Si era concluso così, con un noto detto popolare, il caso di Lameck Banda, dopo la notizia che il calciatore avrebbe scelto di non tornare nel Salento, ma quando sembrava tutto finito, ad un epilogo amaro, ma senza troppi colpi di scena si è aggiunto un nuovo capitolo di una storia destinata, a questo punto, ad avere strascichi più pesanti di un tutto bene, quel che finisce bene. Dallo Zambia è arrivata una ricostruzione completamente diversa rispetto alle ipotesi finora circolate in Italia. A riportarla è BolaNews.co, attraverso una fonte descritta come vicina all’esterno giallorosso. Intervista poi rilanciata da PianetaLecce, grazie ad una collaborazione tra le due testate. Si tratta, è bene precisarlo, della versione dei fatti attribuita all’entourage del giocatore e non di elementi, al momento, accertati.
Come siamo arrivati fin qui
Per capire il peso di queste ultime dichiarazioni, serve riavvolgere il nastro. Banda, protagonista della salvezza giallorossa nella scorsa stagione con 5 gol e 4 assist, il 13 giugno si è sposato in Zambia con la compagna Abi Chato. Al rientro dai festeggiamenti era atteso a Lecce, il 12 luglio, per le consuete visite mediche di inizio stagione: non si è presentato. Tre giorni dopo è saltata anche la partenza per il ritiro estivo in Austria con la squadra di Eusebio Di Francesco.
Il 21 luglio il club ha reso pubblica una nota nella quale prendeva atto del protrarsi di “problematiche logistiche e burocratiche” indicate dal giocatore come causa del mancato rientro, riservandosi eventuali iniziative anche sul piano disciplinare in relazione agli obblighi contrattuali. Nei giorni successivi i contatti si sono progressivamente diradati, fino al silenzio quasi totale, che ha alimentato preoccupazione per le condizioni personali del calciatore prima che, il 29 luglio, filtrasse la notizia che Banda stava bene, ma non avrebbe avuto intenzione di tornare in Italia.
È a questo punto che la vicenda, da caso di mercato e di disciplina sportiva, si è trasformata in qualcosa di diverso.
“Contratto prolungato senza il mio consenso”: la versione di Banda
Secondo quanto riferito dalla fonte, Banda avrebbe deciso di non rientrare in Italia perché convinto che il proprio contratto sia stato esteso fino al 30 giugno 2027 senza il suo consenso. Una tesi che contrasta con quella sostenuta dal Lecce. La società di via Colonnello Costadura aveva infatti comunicato di aver esercitato un’opzione unilaterale già prevista nell’accordo sottoscritto nel 2022, ritenendo quindi pienamente valido il prolungamento del rapporto contrattuale. Una decisione annunciata insieme ai prolungamenti di Antonino Gallo e Ylber Ramadani. È proprio su questo punto che si concentra lo scontro tra le parti.
L’accusa più delicata: “Ha firmato un documento che non comprendeva”
La dichiarazione destinata a far discutere riguarda le modalità con cui sarebbe stato sottoscritto il contratto. La fonte citata da BolaNews, testata sportiva di Lusaka, sostiene che Banda avrebbe firmato documenti redatti esclusivamente in italiano senza comprenderne pienamente il contenuto, aggiungendo che il giocatore si sentirebbe penalizzato proprio per la difficoltà nel conoscere la lingua.
“C’è la sensazione che il club stia approfittando della sua incapacità di leggere la lingua italiana; gli hanno fatto firmare su un pezzo di carta scritto in italiano che non ha capito”.
Si tratta di un’accusa particolarmente pesante sotto il profilo giuridico che, allo stato attuale, non trova conferme indipendenti né riscontri ufficiali. Resta quindi la posizione riferita dalla fonte intervistata da BolaNews, senza che vi siano elementi pubblici che ne attestino la fondatezza.
Le ulteriori contestazioni: stipendi, premi e condizioni contrattuali
Le contestazioni non si fermano al contratto. Secondo la stessa fonte, Banda lamenterebbe il mancato pagamento di una mensilità di stipendio e dei premi legati alla salvezza conquistata dal Lecce nella scorsa stagione.
Sempre secondo questa ricostruzione, il calciatore sosterrebbe inoltre personalmente le spese dell’alloggio in Italia e sentirebbe di meritare molto di più dal club, un trattamento migliore insomma. Anche queste dichiarazioni, al momento, rappresentano esclusivamente la versione riportata dall’entourage del giocatore e non sono state confermate dalla società.
Una frattura che ora richiede chiarezza
Il tempo delle indiscrezioni, adesso, lascia spazio a quello delle risposte. Perché le parole pesano, ma non bastano. A fare chiarezza potranno essere soltanto eventuali documenti, prese di posizione ufficiali o gli sviluppi della vicenda. Fino ad allora, il caso Banda resta una storia aperta, nella quale i fatti accertati si fermano alle comunicazioni ufficiali, mentre tutto il resto appartiene, per ora, alle rispettive versioni delle parti.





