L’avventura con la maglia del Lecce è arrivata ai titoli di coda. Ylber Ramadani lascia il Salento e vola in Turchia, per scendere in campo con il Corum FK (club neopromosso in Süper Lig). Il trasferimento che, si dice, pare sia stato fortemente voluto dal centrocampista albanese classe ’96, porterà nelle casse giallorosse circa un milione di euro. La società di via Colonnello Costadura incassa una somma utile per riorganizzare, al meglio, il centrocampo, mentre il giocatore si affaccia su un nuovo campionato con la possibilità di rilanciarsi da protagonista in un un club neopromosso nel calcio turco. A quasi trent’anni, Ramadani affronta probabilmente una delle sfide più stimolanti della sua carriera, con l’obiettivo di diventare uno dei leader della formazione turca e continuare a ritagliarsi un ruolo importante anche nella nazionale albanese.
Arrivato nell’estate del 2023 con l’ingrato compito di non far rimpiangere Morten Hjulmand, ceduto allo Sporting Lisbona dopo essere diventato uno dei simboli del Lecce di Marco Baroni. Un confronto inevitabile e, per certi versi, ingombrante. Ramadani ha cercato di reggere il paragone con la classe e la pulizia di gioco del danese, senza mai imitare il suo predecessore. Partita dopo partita (di presenze ne ha collezionate tante, diventando uno degli uomini più utilizzati dagli allenatori che si sono alternati sulla panchina del Lecce) il centrocampista è riuscito a costruirsi un’immagine di professionista con un talento raro, quello della dedizione per la squadra, qualità che spesso conta quanto i numeri sul campo. Non un giocatore appariscente, né uno destinato alle copertine, ma anche nei momenti più complessi della stagione, Ramadani ha rappresentato un punto di riferimento silenzioso, contribuendo agli obiettivi di una squadra chiamata ogni anno a lottare per la salvezza.
Un addio nel segno del rispetto
Nel calcio esistono addii rumorosi e addii che lasciano soprattutto rispetto. Quello di Ramadani appartiene alla seconda categoria. Il suo nome probabilmente non finirà tra quelli dei grandi bomber della storia giallorossa, ma resterà legato a un periodo in cui il Lecce ha costruito la propria identità attraverso organizzazione, sacrificio e spirito di squadra.
Per i tifosi resta il ricordo di un professionista esemplare, sempre al servizio del gruppo. Quello tra Ramadani e il Lecce è un addio che non lascia strascichi. Si chiude semplicemente un percorso che ha dato molto a entrambe le parti. Il centrocampista avrà l’opportunità di affrontare una nuova esperienza professionale, mentre il club incassa una cifra importante da reinvestire nella costruzione della squadra che affronterà la prossima stagione.
Per il Lecce, ora, inizia una nuova fase: quella di trasformare un’importante cessione in un’altra occasione di crescita, continuando a costruire una squadra competitiva senza rinunciare alla sostenibilità che negli ultimi anni è diventata uno dei punti di forza del club.
Il club salentino continua così a seguire una linea ormai consolidata: valorizzare i propri calciatori, mantenere i conti in equilibrio e reinvestire le risorse per garantire competitività senza compromettere la stabilità finanziaria.





