Soubrette, cantante, ballerina, attrice, conduttrice televisiva, showgirl, autrice e conduttrice radiofonica. È difficile riassumere in poche righe la carriera di Raffaella Carrà che, con la sua personalità solare, il suo talento e la sua risata contagiosa, ha conquistato il cuore di diverse generazioni: di chi è cresciuto seguendo i suoi passi nel mondo dello spettacolo e di chi l’ha conosciuta per le sue ‘rivoluzioni’ o per quelle canzoni diventate intramontabili colonne sonore della vita. Le sue hit sono diventate la colonna sonora di intere epoche e il simbolo di una rivoluzione raccontata con leggerezza, eleganza e straordinaria intelligenza.
Una carriera sfavillante
Era il 1970 quando mostrò, per la prima volta, l’ombelico nella sigla di “Canzonissima”, il programma condotto da Corrado. Ma non fu quel gesto rivoluzionario sulle note di Ma Che Musica Maestro, passato sugli schermi ancora in bianco e nero delle vecchie televisioni di milioni di italiani, a renderla una regina. La regina che ha scritto un pezzo importante della storia italiana, che è riuscita a abbattere alti muri di pregiudizio scegliendo sempre il modo più semplice e coraggioso per farlo.
Con il suo caschetto biondo platino — ideato dal celebre parrucchiere delle dive Vergottini e rimasto più o meno immutato per mezzo secolo — Raffaella Maria Roberta Pelloni, questo il suo vero nome, è stata una pioniera in molti campi: ha portato la danza moderna in televisione, ha insegnato a tutti cosa è la sensualità con i suoi abiti audaci, ha condotto programmi innovativi, ha lanciato tormentoni musicali indimenticabili come “A far l’amore comincia tu”, “Tanti auguri” e “Fiesta”, ha fatto ballare a tutti, ma proprio tutti, con il tuca tuca, il ballo ideato da Don Lurio considerato all’epoca un po’ spregiudicato. La coreografia con Enzo Paolo Turchi, che aveva scosso i benpensanti, fu censurata dalla Rai, perché considerata «indecente» e provocatoria, inadatta al prime time del sabato sera, fascia oraria dedicata alle famiglie. Diventò un tormentone grazie anche ad Alberto Sordi, diventato un ‘compagno’ di coreografia. Con sua proverbiale ironia l’attore sdrammatizzò le movenze sexy di quel ballo visto come scandalo.
Icona di stile, anticonformista e rivoluzionaria, Raffaella Carrà è stata molte cose. Negli anni ’80 e ’90, Raffaella Carrà si è reinventata come regina indiscussa del daytime e dei grandi show della Rai. Impossibile non citare “Pronto, Raffaella?” o “Carramba che sorpresa!”. Oltre ad essere una straordinaria artista, è stata anche una donna simbolo di emancipazione e libertà. Ha sempre difeso i diritti delle donne e delle minoranze, diventando un punto di riferimento per milioni di persone in tutto il mondo. È stata anche una pioniera per quanto riguarda i diritti della comunità LGBTQ+.
Un’icona senza tempo
Raffaella Carrà ci ha lasciato un’eredità preziosa: la sua arte, il suo coraggio, la sua libertà di spirito. Ha insegnato che si può essere popolari senza rinunciare alla qualità, rivoluzionari senza essere aggressivi, eleganti senza essere distanti. Ha dimostrato che il sorriso può diventare uno strumento di cambiamento culturale e che la televisione può unire, emozionare e persino contribuire a cambiare la società.
Ancora oggi le sue canzoni vengono ballate in tutto il mondo, i suoi programmi continuano a essere ricordati con affetto e il suo stile resta un punto di riferimento per artisti e conduttori.
Continuerà a vivere per sempre nei nostri cuori come un’icona senza tempo che ha illuminato il mondo con il suo sorriso e il suo talento. Una diva che fa ancora … rumore.






