Dopo la sconfitta di domenica scorsa in casa contro la Juventus, gara nella quale, dopo un primo tempo molle, nella ripresa, grazie anche al cambio di modulo i giallorossi sono cresciuti e hanno dimostrato maggiore brio, senza però, a dire il vero, impensierire i bianconeri, poco più di 24 ore e i giallorossi scenderanno sul terreno di gioco dello stadio “Benito Stirpe”, nella sfida che li vedrà opposti al Frosinone.
Impegno proibitivo per capitan Falcone e compagni, che affronteranno una compagine che, partita come vittima sacrificale, invece, si è rivelata la vera rivelazione del torneo e che grazie a belle prestazioni a suon di gol, occupa la sesta posizione con 14 punti.
“Il secondo tempo con la Juventus, serve a far capire che questa squadra sta assimilando alcune cose. Le situazioni tattiche, rispetto alla gara di domenica, però sono differenti, sugli esterni il Frosinone ha due calciatori di grandi qualità, dovrò valutare alcune situazioni”, ha affermato Eusebio Di Francesco alla vigilia.
“Sia Tiago Gabriel che Ndaba hanno avuto qualche problemino, domani mattina valuterò, N’Dri non si è allenato e Fatah solo oggi, bisognerà vedere, ma è prematuro dire chi scenderà in campo, devo capire quale sarà la formazione migliore.
Sto facendo i conti con tanti incastri e faccio sempre tante valutazioni. Mi complimento con i ciociari e con il loro allenatore, mi piacciono le squadre che fanno la partita e non la subiscono, sarà uno stadio molto caldo con una grande curva e poi c’è tanto entusiasmo e bisognerà impattare al meglio la partita al di là degli esterni.
Porto i giocatori della Primavera solo quando c’è la possibilità di farli giocare, domani non verrà alcun calciatore baby.
C’è maggior minutaggio all’interno della gara, per quel che riguarda il regolamento, mi sembra sia cambiato solo il fatto che non si diano più rigori solari, gli infortuni spesso dipendono da situazioni di gioco, ma è chiaro che ci sia maggiore fisicità, ma lo sappiamo e ci dobbiamo far trovare pronti.
Non sapevo che avessi raggiunto le 200 vittorie da allenatore, ne avrei volute vincere di più, ma questo dipende anche dalle situazioni. Adesso, magari, vorrei qualche pareggio. Bisogna essere più attenti nel mantenere il risultato.
Credo che bisogna supportare sempre tutti i calciatori, voglio sempre risposte da tutti, sia chi gioca sia no, mi devono dimostrare di essere determinanti anche attraverso 10 minuti di partita. Per quel che riguarda domani per il ruolo di prima punta ho alcuni dubbi.
Faccio fatica a tornare a Frosinone, la retrocessione è una ferita ancora aperta, ritengo quella una ingiustizia, perché non mi è piaciuto il comportamento di alcune squadre. Per il resto lì sono rimasti il mio popolo, la mia società a cui sono rimasto legato”.






