Andrea morto durante un’esercitazione, le armi dovevano essere scariche. Il collega indagato per omicidio colposo

È stato inscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo il carabiniere che per errore ha sparato al collega Andrea Vizzi, durante un'esercitazione. Si tratta di un atto dovuto.



Andrea Vizzi, il carabiniere salentino ucciso per errore durante un’esercitazione non indossava il giubbotto antiproiettile perché, in quel momento, stava interpretando la parte dell’aggressore in uno degli scenari a cui le Api (Aliquote di Pronto Intervento) immaginano di trovarsi in caso di attentato o terrorismo. Fingeva di essere una persona con problemi psichici che, armata di coltello, minacciava di colpire i passanti.

Le armi, però, dovevano essere scariche. Lo impone la procedura: le mitragliatrici utilizzate durante le operazioni in strada devono essere scaricate per renderle ‘inoffensive’ e provate contro un muro. Solo allora possono essere usate nelle esercitazioni.

Nel contesto delle tragiche fatalità che hanno portato alla morte del 33enne, originario di Corigliano d’Otranto, c’è anche la distanza ravvicinata. L’appuntato si trovava proprio nella linea di tiro, tanto che il colpo esploso accidentalmente da un collega di 46 anni della sua stessa squadra, non gli ha dato scampo. Il carabiniere si è accasciato per terra esanime e a nulla sono valsi i disperati tentativi di salvarlo: il cuore di Andrea ha smesso di battere poco dopo, sull’ambulanza che lo stava trasportando d’urgenza al Policlinico di Milano.

Che cosa non abbia funzionato, soprattutto nella catena dello scaricamento del fucile, toccherà alle indagini stabilirlo. I carabinieri del Nucleo investigativo stanno provando a mettere insieme tutti i pezzi di una tragedia che resta senza spiegazioni. Il collega che ha aperto accidentalmente il fuoco è rimasto tutta la notte in ospedale, dove era stato accompagnato in stato di choc. Per 40 minuti ha provato a ‘rianimare’ il collega e, ora, è stato indagato per omicidio colposo, come atto dovuto.

Ultima modifica: 14 febbraio 2018 18:31

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