“Una polizza assicurativa per i danni da Coronavirus”, Osapp lancia la proposta e scrive al Ministro

Le spese potrebbero gravare sulle disponibilità dell’Ente di Assistenza per il Personale. Chiesto anche un apposito call center di sostegno psicologico per gli agenti.

Una polizza assicurativa, così come sembra stia facendo l’Arma dei Carabinieri, a copertura e indennizzo dei danni causati dal contagio da coronavirus, è questa la proposta lanciata da Osapp, il Sindacato di Polizia Penitenziaria che, per tramite del Segretario Generale, Leo Beneduci, ha preso carta e penna e inviato una lettera al Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, al Capo del dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Francesco Basentini e ai gruppi parlamentari di Camera e Senato.

“In base a quanto si è appreso dagli organi di informazioni il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri avrebbe assunto contatti con alcune compagnie assicurative per l’eventuale stipula di una polizza assicurativa a copertura ed indennizzo dei danni da contagio per COVID19 riportati dai militari dell’Arma.

Le spese per tale polizza sarebbero a carico del Fondo Assistenza Previdenziale e Premi della stessa Arma e sarebbe stata altresì richiesta la disponibilità di un call center consulto psicologico dei Carabinieri”, si legge nella missiva.

“In ordine a quanto sopra – si prosegue – tenuto conto che dalle notizie fornite di recente dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria sarebbero già 116 gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria risultati positivi (ad avviso di questa Organizzazione Sindacale almeno il doppio), senza contare l’ingente numero di coloro che sarebbero stati sottoposti o che tuttora sono in quarantena e considerato che un appartenente al Corpo ha già perso la vita a seguito del contagio, si riterrebbe quanto mai necessario, anche quale concreto segnale di vicinanza istituzionale, che si predisponesse una previsione per una copertura assicurativa e per l’istituzione di un apposito call center psicologico anche in ambito penitenziario.

In ordine a quanto sopra, si invita a voler sensibilizzare in proposito le autorità dell’Amministrazione penitenziaria centrale, a significare che le eventuali spese potrebbero adeguatamente gravare sulle disponibilità dell’Ente di Assistenza per il Personale della stessa Amministrazione (indipendentemente dal pagamento del relativo contributo mensile da parte degli interessati) e, nello specifico, su altre idonee disponibilità di bilancio”.



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