Operatori sanitari non vaccinati negli ospedali del Salento, il sindacato: “La Asl cosa sta facendo?”

Il Sindacato Fsi Usae scrive alla Direzione Generale dell’Asl di Lecce per chiedere chiarimenti in merito allo stato della campagna vaccinale sugli operatori delle strutture sanitarie salentine

“Siamo a conoscenza che un numero congruo di personale dipendente della Asl di Lecce e della Sanitaservice Asl-Lecce dopo circa 9 mesi dall’apertura della Campagna di Vaccinazione nella Regione Puglia e dall’adozione dell’obbligo vaccinale per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario non risulta vaccinato e costituiscono un grosso pericolo di contagio per tutti gli Operatori Sanitari Vaccinati in attesa della 3° dose e in particolare per tutti gli utenti e pazienti che richiedono assistenza alla Asl-Lecce”.

Il Sindacato Fsi Usae scrive alla Direzione Generale dell’Asl di Lecce per chiedere chiarimenti in merito allo stato della campagna vaccinale sugli operatori delle strutture sanitarie salentine. Sarebbero troppi i non vaccinati, ovvero coloro che hanno contravvenuto alle disposizioni della norma che prevede che la vaccinazione non sia obbligatoria e possa essere omessa o differita solo in caso di accertato pericolo per la salutee comunque sempre in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale.

A detta di Francesco Perrone Segretario Regionale Puglia e Territoriale Lecce della Fsi Usae la Asl non avrebbe attivato o non avrebbe comunicato l’attuazione di tutti i provvenimenti che la normativa prevede dinanzi agli operatori sanitari che hanno scelto di non vaccinarsi pur non appartenedo a categorie a rischio.

“Si prega di voler conoscere se sono stati attivati tutti i provvedimenti di richiesta da parte dell’Asl-Lecce e Sanitaservice Asl-Lecce della documentazione comprovante la necessità di differimento della vaccinazione. Si ritiene opportuno che le aziende sanitarie si organizzino attraverso figure di riferimento, anche in forma collegiale, per l’attenta valutazione delle specifiche situazioni che vengano attestate ai sensi del comma 2, dell’art. 4″.

A detta del sindacato, sarebbe opportuno che il collegio di esperti che dovrebbe valutare le situazioni di cui al comma 2 dell’art. 4 del Dl 44/2021, fosse composto dalle seguenti figure, tra le quali è bene venga individuato un coordinatore:
1. Dirigente medico specialista in Medicina Legale;
2. Dirigente Medico Specialista in Igiene e Medicina Preventiva – Dipartimento di Sanità Pubblica;
3. Dirigente medico specialista in Medicina del lavoro – Sorveglianza Sanitaria”.



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