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Il Salento nella morsa della siccità, è l’anno più secco d’Italia insieme alla Sardegna

Il Rapporto ufficiale SNPA sul Clima 2025 fotografa uno scenario allarmante per la provincia di Lecce: precipitazioni crollate sotto i 400 mm, oltre 310 giorni senza pioggia e record di siccità prolungata. Il Sud sperimenta il terzo anno più caldo della sua storia moderna

by Massimo Alligri
1 Luglio 2026 15:32
in Attualità
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La provincia di Lecce e la Puglia centro-meridionale si confermano l’epicentro della crisi idrica e climatica nazionale. È quanto emerge in modo inequivocabile dall’ultimo Report ufficiale del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA 48/2026) sul clima in Italia. I dati scientifici consolidati delineano un Salento strutturalmente surriscaldato e arido, costretto a fare i conti con anomalie termiche estreme e una drastica riduzione delle risorse idriche.

Il Sud brucia: Terzo anno più caldo dal 1961

A livello nazionale, il 2025 si è classificato al quarto posto tra gli anni più caldi dal 1961, facendo registrare un’anomalia termica media di +1.03°C rispetto alla già calda media climatologica 1991-2020. Ma è scorporando i dati per macroaree che emerge la criticità del nostro territorio: per il Sud e le Isole il 2025 è stato addirittura il terzo anno più caldo in assoluto della serie storica.

A trainare questo surriscaldamento è stata un’estate infuocata, culminata in un mese di giugno eccezionale (+3.23°C sopra la media), che ha visto il Salento esposto a continue ondate di calore di matrice nord-africana. Anche l’inverno e la primavera hanno registrato pesanti anomalie positive, trasformando i mesi freddi in prolungamenti dell’autunno.

Meno di 400 mm di pioggia: Record negativo nazionale

Mentre il Nord Italia ha registrato un surplus pluviometrico (+7%) che ha parzialmente rimpinguato le riserve idriche alpine, il Meridione ha chiuso l’anno con un preoccupante segno meno (-5%). La Puglia, e in modo particolare la provincia di Lecce, condivide con la Sardegna il primato più drammatico dell’anno: i valori minimi di precipitazione cumulata annuale su scala nazionale, scesi localmente al di sotto dei 400 mm complessivi. Una soglia critica che avvicina il clima salentino a standard semi-aridi.

L’indice della siccità: oltre 310 giorni asciutti

Un altro dato impressionante riguarda la frequenza delle precipitazioni. Il Report SNPA evidenzia come la Puglia e le aree costiere abbiano registrato il numero più elevato di “giorni asciutti” (ovvero giorni con precipitazioni inferiori o uguali a 1 mm) dell’intera penisola, con picchi che hanno superato i 310 giorni all’anno.

Di conseguenza, l’indice CDD (Consecutive Dry Days), che misura il numero massimo di giorni asciutti consecutivi, ha mostrato picchi estremi proprio sulla costa ionica e sulla Puglia centro-meridionale, segnalando una siccità prolungata e ininterrotta per mesi interi, che mette a dura prova l’agricoltura locale e l’approvvigionamento idrico delle falde salentine.

Un trend strutturale che richiede azioni immediate

I dati presentati dall’Ispra e dalle agenzie regionali dimostrano che non si tratta più di eventi straordinari o di semplici “annate storte”, ma di una vera e propria tropicalizzazione del clima salentino. La combinazione tra l’incremento strutturale delle temperature medie (con un tasso di riscaldamento nazionale pari a +0.43°C ogni dieci anni dal 1981) e l’estremizzazione dei periodi siccitosi impone un cambio di rotta radicale nella gestione del territorio.

Le istituzioni locali, la comunità agricola e i consorzi di bonifica sono chiamati a ridisegnare urgentemente le strategie di stoccaggio delle acque, il riutilizzo delle acque reflue, la diversificazione delle colture e la protezione della fascia costiera. Il Report SNPA non è solo una fotografia statistica, ma l’ennesimo e definitivo campanello d’allarme per il futuro.

Fonte dei dati analizzati: Rapporto SNPA n. 48/2026 – “Il Clima in Italia nel 2025”, approvato con Delibera del Consiglio SNPA n. 319/26.

Tags: siccità
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