Decreto rilancio, come presentare domanda per l’emersione dei rapporti di lavoro irregolare

Il decreto contiene le norme in materia di regolarizzazione dei migranti. Le domande possono essere presentate sino al 15 luglio 2020

Con il Decreto Rilancio, iscritto in gazzetta ufficiale lo scorso 19 maggio, il governo ha approntato una procedura di regolarizzazione di parte dei migranti che vivono in Italia, oltre a prevedere le misure di sostegno economico dopo lo shock pandemico del coronavirus.

Dopo il difficile negoziato tra le anime del Conte 2, è stata approvata una manovra che prevede, tra le altre, anche disposizioni in materia di emersione dei rapporti irregolari, con l’obiettivo di regolarizzare i lavoratori stranieri e di rilasciare permessi di soggiorno temporanei solo a determinate condizioni: aver lavorato in passato in uno dei tre settori previsti dal decreto ed avere un permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019 in poi.

Le attività prese in considerazione, difatti, sono afferenti a tre settori:

  • un primo, quello dell’agricoltura, dell’allevamento e della zootecnia, della pesca e dell’acquacoltura, oltre alle attività connesse;
  • un secondo comprendente l’area dell’assistenza alla persona e dunque cura degli anziani o di componenti della famiglia affetti da handicap o patologie;
  • infine, un terzo riferito al lavoro domestico, di cura della casa e di sostegno ai bisogni familiari.

Le istanze potranno essere presentate da oggi, 1 giugno, al prossimo mercoledì 15 luglio 2020 e dovranno essere depositate presso l’Inps se attinenti all’emersione del lavoro di cittadini italiani o comunitari; allo Sportello unico per l’immigrazione presso la Prefettura per le domande di emersione o stipula di contratti di soggiorno inerenti a stranieri non comunitari, che potranno essere inoltrate solo con modalità informatiche dalle 7 alle 22 sul modello disponibile al sito https://nullaostalavoro.dlci.interno.it; in Questura per il rilascio di permessi di soggiorno ai lavoratori stranieri con contratto di lavoro scaduto.

Per le domande presentate allo sportello prefettizio è predisposto un procedimento di verifica in ordine cronologico, che prevede il parere della Questura e dell’Ispettorato territoriale del lavoro secondo le rispettive competenze. Una volta terminati i controlli, gli interessati potranno procedere alla stipula del contratto sempre presso lo Sportello unico, sottoscrivendo i moduli informatici che saranno stampati e consegnati alle parti.



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