I servizi condominiali alla luce del Dpcm del 22 marzo. Nessuna sospensione delle quote da versare all’amministratore

Cosa cambia nei condomini della nostra città? Cosa succede con gli amministratori, con le quote condominiali, con le imprese di pulizia…Ce lo spiega l’avvocato Alessandro Gallucci di Aduc

Tra le parole e i fatti, come è giusto che sia, c’è una bella e sostanziale differenza. Annunciato come decreto ‘Chiudi Italia’, il Dpcm presentato in diretta facebook dal Premier Giuseppe Conte nella tarda serata di sabato 21 marzo ed emanato il giorno successivo chiude tanto ma non tantissimo.

L’impressione è quella che l’Italia, piegata dal coronavirus, non si possa permettere il lusso di spegnere i motori; li può al massimo rallentare e alla fine poi c’è sempre chi si sarebbe aspettato di più e chi di meno. Il gioco delle parti, in buona sostanza.

Interessante, alla luce di queste nuove disposizioni, capire cosa cambia nei condomini delle nostre città. Ce lo spiega con molta chiarezza l’avvocato Alessandro Gallucci, consulente legale di Aduc, l’Associazione per i Diritti degli utenti e dei Consumatori.

Diciamo innanzitutto che l’attività dell’amministratore condominiale può proseguire solo da casa in modalità smart working. Il suo ufficio deve rimanere chiuso ma l’attività del suo studio continua da casa insieme a quella dei suoi collaboratori e dei suoi dipendenti.

Attenzione: va subito detto che non sono sospesi i pagamenti di fatture e bollette. L’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) ha sospeso le procedure di distacco delle forniture di luce, acqua e gas in itinere fino al 3 aprile; i condomini sono invece tenuti a versare le quote condominiali all’amministratore, mediante bonifico ovvero bollettino postale e l’amministratore, a sua volta, dovrà corrispondere gli importi dovuti ai fornitori per i servizi prestati.

Ciò chiarito, va detto che possono, invece, proseguire nella erogazione del loro servizio i portieri e le imprese di pulizia e disinfestazione, quelle che eseguono spesso anche la movimentazione dei bidoni condominiali. Sicuramente non può darsi avvio alla manutenzione della facciata e del prospetto;  più cauti bisognerebbe essere in merito agli interventi di assoluta ed improcrastinabile urgenza.

Prosegue l’attività di manutenzione o installazione di ascensori e dispositivi anti-incendio, così come la manutenzione degli impianti elettrici.

‘In condominio, quindi, possiamo dire – conclude l’Avvocato Gallucci – che nella sostanza l’essenziale prosegue. Tutto ciò fino al 3 aprile, data rispetto alla quale va considerato in vigore il divieto di svolgere assemblee. Dopo si vedrà (difficile ipotizzare un ritorno immediato alla vecchia vita), ci vorrà tempo, molto tempo’.



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