Esercitazioni o prove tecniche di guerra? Al largo delle coste italiane è come essere in un film

Navi russe, portaerei americane, sommergibili della Nato. A sud di Sicilia, Calabria e Puglia si presenta uno scenario inedito, con la crisi ucraina a spingere il vento.

Sembra di leggere una sceneggiatura di Michael Crichton o di essere in un racconto di Tom Clancy. Di certo lo scenario che si presenta in questi giorni nel Mediterraneo centrale sembra il prologo di una battaglia navale. Le unità russe che dall’Artico si sono staccate per raggiungere il Mediterraneo non sono passate inosservate, anzi ripropongono il clima di preoccupazione che aleggia attorno alla crisi ucraina e che investe a pieno titolo l’Europa e l’alleanza atlantica.

Nel Mediterraneo, in acque internazionali ovviamente, non ci sono solo le navi russe giunte dal Mare di Barents, ma ci sono anche incrociatori della Nato e la portaerei Truman, la gigantesca unità a propulsione nucleare appartenente alla classe Nimitz della flotta statunitense. Già solo la presenza della Truman fa pensare quantomeno ad una esercitazione in grande stile. E che si possa trattare di un’esercitazione coi controfiocchi lo confermerebbe la presenza sullo scacchiere della portaeromobili italiana Garibaldi, pronta ad entrare in azione nei prossimi giorni.

Ma perché il percorso marittimo? Visto che Russia e Ucraina sono confinanti, perché passare ad un passo da casa nostra, compiendo la circumnavigazione dell’Europa e viaggiando per migliaia di kilometri? La risposta è da rintracciare in motivazioni di carattere innanzitutto logistico per via della presenza della gran parte della flotta russa nei porti che affacciano sul mare artico e che per raggiungere l’Ucraina dovrebbe arrivarci attraverso il Mar Nero, ma poi ci sono motivazioni legate alle moderne tecniche di combattimento. In realtà, non esiste più l’assalto da terra, se non in una fase successiva, perché ogni attacco è destinato a muovere dalle navi dotate di particolari sistemi di tracciamento missilistico.

Quindi le navi russe, si diceva, ma come possono raggiungere l’Ucraina dal Mediterraneo (se fosse quello l’obiettivo)? Bella domanda, perché ciò sarebbe possibile solo dopo aver attraversato il Bosforo, lo stretto interamente soggetto alla competenza territoriale e marittima della Turchia che, come sappiamo, fa parte della Nato, ecco perché nulla è scontato in questa vicenda.

Una vicenda decisamente misteriosa.



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