Inquinamento ambientale, monitoraggio affidato agli alunni scuole elementari

Il progetto Mapec offrirà uno strumento rapido per mettere in relazione lo stato di salute della popolazione con i fattori di rischio ambientali. I risultati confluiranno nella Repol, la rete di prevenzione oncologica leccese istituita un anno fa.

Arriva un’importante novità che riguarda il capoluogo salentino, ma non solo. E’ stato avviato a Lecce e in altre quattro università italiane un modello di campionamento in grado di monitorare gli inquinanti ambientali attraverso lo stato di salute dei bambini in età scolare. Niente centraline e apparecchiature costose. Il progetto Mapec-Live è in grado di fornire un dato immediato delle azioni di disturbo dell’ambiente su alcuni parametri funzionali dei bambini. Si parla di un indicatore veloce, speditivo e facilmente fruibile da parte degli enti preposti al controllo dell’ambiente.  

Si parte da un dato preoccupante: i tumori polmonari nei bambini italiani crescono del doppio (il 2%) ogni anno, rispetto agli altri paesi in Europa (1,1%). Mapec, è stato approvato e finanziato nel 2013 dalla Commissione Europea e vede la partecipazione delle università di Lecce, Pisa, Torino, Brescia e Perugia. Nei giorni scorsi si è tenuto a Lecce il Workshop Mapec, un’occasione per fare il punto sul rapporto ambiente/salute, con particolare riferimento ai bambini, alle metodologie utilizzate per la valutazione del rischio ambientale e alla gestione dei problemi connessi alla qualità dell’aria.

La dottoressa Antonella De Donno, coordinatrice dell’unità di ricerca di Lecce, spiega che in sostanza si tratta di uno strumento che darà la possibilità di capire l’entità del livello di esposizione: “Faremo dei piccoli prelievi non invasivi. Si tratta di spazzolare le cellule della guancia dei bambini per rilevare delle modificazioni a carico del Dna e correlare queste modificazioni alla eventuale presenza di contaminanti ambientali. Noi poi confronteremo i dati ottenuti a Lecce con quelli rilevati nelle altre 4 città, che hanno le loro problematiche ambientali e cercheremo di capire se effettivamente a Lecce la qualità dell’aria è accettabile o se ci sono dei problemi che noi andremo a rilevare precocemente”.

Il progetto, come spiegato dal sito www.salutesalento.it, ha l'obiettivo di studiare gli effetti derivanti dall'esposizione ad inquinanti atmosferici e i fattori che possono influenzare tali effetti nei bambini in età scolare, rilevando informazioni sull'esposizione ambientale indoor, l'alimentazione, l'attività fisica ed altri aspetti dello stile di vita. “Il vero problema attuale – aggiunge la dottoressa De Donno – è che noi non abbiamo uno strumento chiaro che possa definire in maniera certa l’associazione tra fattori di disturbo ambientali e problemi della salute umana. Non abbiamo i cosiddetti strumenti di valutazione del rischio”.



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