“I nove mammografi della Asl lavorano a pieno regime. Falso che bisogna aspettare due anni”, parla la Presidente del Ccm della Asl

Sulla notizia circa il fatto che per compiere una mammografia bisogna attendere molto tempo interviene Rita Tarantino, presidente di Comitato Consuntivo misto dell’azienda Sanitaria Locale leccese.

“È stato detto che per una mammografia abbiamo liste di attesa fino a 2 anni. Posso dire che l’attesa è di 5 giorni, come è facilmente verificabile da tutti i report regionali. In più abbiamo 8 agende personalizzate in base alle esigenze delle donne”, con queste parole, la presidente del Ccm, il Comitato Consultivo Misto della Asl, Rita Tarantino, ha commentato la notizia secondo cui per effettuare un esame mammografico bisogna aspettare tempistiche lunghissime, che arrivano anche a due anni di attesa. A rendere nota la posizione della Asl di Lecce l’Associazione Salute Salento.

Ma c’è di più. Infatti si era diffusa anche la notizia che un mammografo destinato al nuovo Consultorio (ex Dispensario di Igiene di via Miglietta) in via di completamento da diversi anni giacesse inutilizzato nel Dispensario.

“Nella nostra Asl – prosegue la presidente del Ccm – sono molte le situazioni ferme. Il mammografo di cui si è parlato è stato fermo nel Consultorio in attesa dell’accreditamento da parte della Regione Puglia. Pervenuto l’accreditamento, dopo appena un mese, la Asl di Brindisi,  incaricata di certificarne il controllo di qualità, ha dichiarato che per motivi di sicurezza non poteva rimanere in quella sede non ancora pronta. Perciò il commissario Rodolfo Rollo lo ha subito spostato nella Cittadella di Piazza Bottazzi, appena 200 metri più in là. Ai  cittadini non importano i 200 metri. Per le pazienti è importante che venga usato per i motivi per cui è stato acquistato, ossia la prevenzione. Oggi sta funzionando nel Poliambulatorio e attendiamo le agende della Senologia per farlo partire ufficialmente anche con le prenotazioni”.

Rita Tarantino, poi, si sofferma sull’impiego dei 9 mammografi (uno per ogni Distretto) sul territorio. Qui è emersa la necessità di disporre di più tecnici per aumentare la produttività: “I mammografi acquistati vengono super-utilizzati. In un anno abbiamo fatto 30.800 mammografie. Distribuite sui 9 Centri e divise per le giornate di attività senologica nell’anno, a conti fatti riusciamo a fare 15 esami istituzionali al giorno (escluso lo screening).  Quindi – spiega –  tutte le mattine i mammografi sono impegnati con le mammografie istituzionali mentre i pomeriggi sono occupati per lo screening. Senza considerare – aggiunge – tutte le visite riservate ai reparti oncologici, per le donne ricoverate. Se si potesse aggiungere altro personale tecnico, che effettivamente manca – osserva –  si potrebbe aumentare non la prevenzione istituzionale della mammella ma lo screening”.

“Ci batteremo – ha infine concluso Tarantino – per controllare il buon funzionamento della sanità. Siamo le sentinelle dei cittadini e quindi  controlleremo, evidenzieremo, daremo suggerimenti e faremo proposte. E se non bastasse chiameremo i mezzi di comunicazione che daranno conto di ciò che accade”.