‘Gestione pericolosa per il diritto alla salute dei cittadini’, il Cobas lancia l’allame sull’Ospedale di Copertino

Il Sindacato chiede decisioni forti e chiare alla politica mentre la struttura sembra depotenziarsi e regredire ogni giorno di più. La nota di Cobas Pubblico Impiego

“La gestione afinalistica dell’Ospedale San Giuseppe da Copertino è dannosa e pericolosa per il diritto alla salute dei cittadini salentini e per tutti gli operatori sanitari che quotidianamente prestano la propria attività lavorativa”.

E’ una conclusione sconfortante quella a cui giunge il Cobas Pubblico Impiego al termine di una nota indirizzata al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al Direttore della Asl di Lecce, Rodolfo Rollo, al Direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero San Giuseppe da Copertino, Franco Malerba, al Sindaco di Copertino, Sandrina Schito, e al Presidente del Tribunale per i Diritti del Malato. Una nota in cui si chiedono decisioni forti e chiare alla politica per evitare il limbo in cui la struttura sembra trovarsi. Da troppo tempo.

La descrizione che il sindacato fa degli ambienti dell’ospedale è simile a quella di un girone infernale dantesco in cui i vuoti prendono il sopravvento sui pieni: “Il San Giuseppe da Copertino è una landa desolata, da cui chi può fugge; i pochi rimasti, sono oramai prossimi alla pensione. L’unico problema sembra essere  ‘chi si sposta, dove’.
Sono, infatti, iniziati spostamenti che, a effetto domino, interesseranno tanti reparti. La Direzione Medica, alla costante ricerca di spazi che la isolino, da tutto e tutti, si sposterà al IV piano, al posto di alcuni ambulatori, i cui titolari avrebbero voluto occupare i locali della ex Pediatria. Purtroppo però, quei locali sono stati assegnati a Oculistica del Fazzi che avrà così la sua depandance. Questa occupazione, provocherà lo spostamento dei locali del Medico Competente nel corridoio sottostante, sede degli ambulatori, che però era la seconda scelta delle specialità poste al IV piano”.

Insomma un giro di valzer che starebbe portando ancora più confusione, aggiungendo – a detta del sindacato – problemi su problemi tenuto conto del fatto che la Farmacia interna, non fornisce più alcuni importanti presidi e che i 2 reparti chirurgici  non hanno un congruo numero di barelle idonee a traportare i pazienti in sala operatoria.

Risulta quindi beffarda – dicono dal Cobas Funzione Pubblica – la situazione di Terapia Intensiva Post Operatoria
in cui i 4 posti letto già accessoriati (grazie a una donazione della Banca di Credito Cooperativo di Leverano) siano inutilizzati da due anni.

“Nel frattempo sono iniziati i lavori per la creazione della Rianimazione nella ex sala parto. Ma come si potrà gestire la Rianimazione, se non si riesce ad utilizzare la Terapia Intensiva Post Operatoria, anche per mancanza di anestesisti/rianimatori, trasferiti negli ultimi anni al Fazzi. Questo comporta anche l’impossibilità di avere,
per esempio, sale operatorie attive anche nel pomeriggio, con conseguente allungamento delle liste d’attesa per gli interventi chirurgici”.



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