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Verso il referendum: i temi della riforma costituzionale in un ‘dialogo’ con l’AC di Lecce

by Paolo Panico
23 Agosto 2017 13:00
in Attualità
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Non lo si consideri affatto un contributo a favore o contro la riforma costituzionale; né tanto meno il solito tentativo di “profetizzare” nel segno del “sì” o del “no”. Perché in realtà, quello organizzato dall’Azione Cattolica di Lecce, è stato un incontro che ha voluto offrire uno spazio d'approfondimento affinché ciascun cittadino compia un sano discernimento, possibilmente al riparo dalle strumentalizzazioni politiche. Una scelta effettuata "in punta di piedi", fuori da clamori o "battaglie", in vista del 4 dicembre 2016, giorno che vedrà gli italiani decidere nelle urne se confermare o meno la modifica della costituzione attraverso l’ormai prossimo referendum. Imparzialità, nessun colore politico e, soprattutto, tanto senso civico. La complessa tematica di cui si sta discutendo a livello nazionale vista, dunque, dall’aspetto puramente informativo. Missione perfettamente riuscita ieri pomeriggio presso la Parrocchia “Santa Maria del Popolo” di Surbo, luogo dell’incontro intitolato “Per una cittadinanza consapevole. In dialogo sul Referendum Costituzionale”.
 
Davanti ad una gremita platea di fedeli e cittadini, il professor Umberto Ronga – componente dell’Istituto “V. Bachelet” e del Centro studi della Presidenza Nazionale di Azione Cattolica, costituzionalista, ricercatore nell’Università “Federico II” di Napoli nonché collaboratore del presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone – ha imbastito una riflessione lineare e obiettiva sciorinando i contenuti principali della riforma:

  • Superamento del bicameralismo perfetto;
  • Procedimento legislativo;
  • Ruolo del Governo;
  • Titolo V;
  • Strumenti di democrazia diretta;
  • Presidente della Repubblica;
  • Corte costituzionale;
  • Soppressione del CNEL.

Il tutto in un clima di partecipazione attiva e, appunto, solidale. «In questa sede – dichiara Ronga – bisogna cercare di non incorrere nel rischio di argomentare a favore di questa o quella tesi. Ciò con l’auspicio di creare le condizioni migliori per una riflessione libera dell’avente diritto al voto. Questo tentativo lo si deve ad una precisa scelta di metodo operata dall’Azione Cattolica. Saremo chiamati a formarci un'idea consapevole e responsabile. Purtroppo nei talk show emerge solo lo scontro tra due fazioni, dando poco spazio all’analisi dei temi. Non si tratta né di una riforma “salvifica” da un lato, né di “attentato” alla Costituzione dall’altro. Occorre uscire da tale, dualistica, visione delle cose per poter continuare a riflettere e, più avanti, scegliere».
 
A moderare l’incontro, il giornalista Giorgio Demetrio, che – dopo aver specificato l’importante ruolo dei media nella corretta comunicazione degli argomenti riferiti alla riforma – durante la sessione dei lavori ha dialogato col prof. Ronga, ponendogli domande e spunti dai cui sono poi scaturiti ulteriori approfondimenti condivisi col pubblico.
 
«Oggi siamo davanti ad una scelta fondamentale per il futuro del nostro paese perché, come ogni riforma costituzionale, anche questa incide in maniera strutturale sui pilastri del nostro vivere in società – riferisce invece Mauro Spedicati, vicepresidente dell’Azione Cattolica leccese e responsabile dell’Equipe Giovani operante sul territorio diocesano – l'Azione Cattolica Italiana, su questo versante, è forte di una storia e di una tradizione fatta anche di padri costituenti, e però allo stesso tempo è forte di un presente che ci vede coinvolti nella forma forse più impegnativa della politica, quella che vive e ricerca il bene comune nella quotidianità. L'Azione Cattolica, quindi, sceglie di schierarsi e lo fa, come nel suo stile, dalla parte più scomoda possibile. Quella parte, cioè, che chiama direttamente in causa la formazione delle coscienze e la libertà della persona di esprimersi nella vita civile».

Tags: azione-cattolicareferendum
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