Violenza sulle donne: ecco il rapporto 2013 del Centro Renata Fonte

Comunicato il rapporto semestrale del Centro Antiviolenza ‘Renata Fonte’ per l’anno 2013. Circa 540 le donne che hanno contattato il centro telefonicamente; una delle cause che negli ultimi tempi sta contribuendo ad allargare il fenomeno è¨ la crisi economica.

Il Centro Antiviolenza Renata Fonte, in questo primo semestre del 2013, ha ricevuto un numero sempre più elevato di richieste d'aiuto. Sono state circa 540 le donne che hanno contatto telefonicamente il Centro. Le richieste riguardano ogni forma di violenza sulle donne e sono fortemente in aumento: maltrattamenti in famiglia, stalking da ex e a seguito di molestie, richieste di donne che chiedono aiuto dopo l'ennesima violenza e/o l'intervento delle forze dell'ordine, richieste analoghe di madri per avere informazioni su come aiutare la figlia nel fronteggiare situazioni di maltrattamento e persecuzione da parte di fidanzati o ex.. I colloqui per consulenze si susseguono e le risorse disponibili sono sempre più insufficienti. La violenza contro le donne affonda le sue radici nella discriminazione di genere: è un fatto prettamente culturale. Viviamo in una società ancora oggi fortemente tradizionalista. Non c’è più tempo da perdere. Bisogna mettere in atto un Cambiamento Culturale che educhi al Rispetto, in particolare al rispetto tra i generi e rifondare la Cultura del rispetto dei Diritti Umani.

Uno dei fattori che maggiormente ha inciso in questo primo semestre sull’aumento delle donne vittime di violenza, è legato anche alla crisi economica. Infatti l'impatto della crisi sul fenomeno della violenza di genere si avverte in alcune situazioni dove la perdita del reddito da parte dell'uomo ha come conseguenza un aumento di aggressività nella relazione con la compagna e i figli. È da sottolineare il fatto che per moltissime donne “la crisi è permanente” perchè non dispongono delle risorse necessarie per provvedere a sé stesse e ai propri figli,o perchè ne vengono private dai compagni o perchè non sono nelle condizioni di avere, cercare o mantenere un lavoro. Ed è proprio la disoccupazione che le porta a non avere una autonomia economica e quindi ad essere dipendenti economicamente dal partner, incidendo fortemente sui loro percorsi di fuoriuscita dalla violenza. Questo è un dramma che accomuna molte delle donne che si rivolgono al Renata Fonte che pur di non mettere sé stesse e soprattutto i propri figli in una condizione di non sopravvivenza economica, decidono di continuare a sottostare alla violenza tra le mura domestiche.

Il Centro Renata Fonte dichiara che in questo primo semestre, le donne arrivano sempre più povere a chiedere aiuto e che la dipendenza economica è uno dei fattori chiave che rende difficoltoso il percorso di uscita dalla violenza. Grazie alle campagne di sensibilizzazione e di informazione del numero verde nazionale 1522 al quale il Renata Fonte è collegato, si è notata una maggiore presa di coscienza da parte delle donne sulla percezione della violenza e si è avuto un aumento esponenziale delle richieste di aiuto. Le donne vittime di violenza hanno assunto maggiore consapevolezza facendo emergere ulteriormente il fenomeno.

Ecco alcuni dati numerici: 540 sono le donne che hanno contattato telefonicamente il Centro; hanno un’età compresa tra i 25 e i 60 anni; sono donne in possesso di un titolo di studio medio-alto; il 95% sono donne disoccupate; Il 100% delle donne ha subito violenza psicologicia; l'80% delle donne ha subito violenza fisica; il 30% delle donne ha subito violenza sessuale all'interno delle mura domestiche; il 70% delle donne ha figli a carico; il 90% dei figli è vittima della cosiddetta “violenza assistita” cioè quella che subiscono i figli delle donne maltrattate in famiglia. Quando un bambino/a assiste a una violenza su una persona per lui/lei fondamentale come la madre, vive un trauma e avrà delle conseguenze uguali a quelle di un bambino che abbia subito direttamente maltrattamenti e violenza. Il 25% ha sporto denuncia per maltrattamenti contro il proprio partner con richiesta di provvedimento di allontanamento e divieto di avvicinamento; il 65% ha richiesto colloqui di sostegno psicologico; il 10% ha richiesto colloqui telefonici

I servizi erogati e le attività realizzate dal Centro Antiviolenza Renata Fonte a tutela delle donne vittime di violenza sono: colloqui telefonici; colloqui di sostegno presso il Centro; accompagnamento delle donne presso le strutture d'emergenza; consulenza e assistenza legale; colloqui di assistenza psicologica; gruppi di auto-aiuto; testimonianza nei procedimenti legali civili e penali, sia nella fase delle indagini preliminari sia nella fase processuale; attività di tirocinio formativo per n.25 studentesse del Corso di Laurea in Scienze e tecniche psicologiche – Facoltà di Scienze della Formazione, Scienze Politiche e Sociali in riferimento alla convenzione stipulata in data 13/04/2010 con l’Università del Salento.  Realizzazione  Ricerca “DONNE VITTIME DI VIOLENZA : SOGLIA  DI SENSIBILITA’ PSICOFISIOLOGICA IN UN COMPITO VISIVO ED EMOTIVO “ in collaborazione con l’Università del Salento ( in allegato abstract della relazione finale). Partecipazione in data 22/05/2013 all’Audit Ministero per le Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri (Roma) “Insieme per una convivenza civile. Diciamo  no alla violenza”; incontri di informazione e sensibilizzazione per la promozione della cultura della non violenza in data 06/03 presso la sala conferenze Sant’Anna, in data 06/04 presso la sala conferenze del castello Carlo V, in data 01/06 presso il Monastero delle Benedettine. Laboratorio di educazione al rispetto della parità di genere e della non violenza rivolto agli studenti dell’ Istituto Tecnico G. Deledda – Lecce. Collaborazione con il Tg3 Nazionale nella realizzazione di una campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne promossa dalla RAI.



In questo articolo: