Blitz contro clan camorristico a Napoli, accusa di corruzione per l’ex Assessore Andrea Guido

L’ex assessore all’ambiente doveva essere la persona con cui stipulare patti illeciti, si legge nell’ordinanza di arresto, “per prendersi tutta Lecce”

Avrebbe ricevuto 2.500 euro (come anticipo di 5mila euro), per favorire le imprese di Francesco Di Sarno nel servizio di raccolta dell’olio di origine alimentare esausto nel capoluogo salentino e negli altri comuni che rientravano nel consorzio Aro 1. Ciò sarebbe avvenuto attraverso la “mediazione” di Mario Salierno, 44enne di Napoli e dell’imprenditore salentino, Giuseppe D’Elia, 55enne di Novoli.

Parliamo di Andrea Guido, ex Assessore all’Ambiente della Giunta Perrone e Consigliere comunale di opposizione nelle file di Fratelli d’Italia (sospeso dal partito a seguito dell’arresto), finito ai domiciliari con l’accusa di corruzione in concorso.

In particolare, nell’aprile del 2017, Guido sarebbe stato individuato come referente nel Salento, da Francesco Di Sarno, considerato il braccio economico del clan camorristico Moccia, smantellato in queste ore, con la maxi operazione condotta dai Carabinieri del Ros e dai finanzieri del Gico della Guardia di Finanza di Napoli. Infatti, l’ex assessore all’ambiente doveva essere la persona con cui stipulare patti illeciti, si legge nell’ordinanza di arresto, “per prendersi tutta Lecce”.

Difatti, come emergerebbe nell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, emessa dal gip del tribunale di Napoli, Maria Luisa Miranda, in un colloquio, captato dai carabinieri, Francesco Di Sarno affermava: “La settimana scorsa mi sono incontrato con uno che è forte nella politica di Lecce! Lecce proprio! È un assessore. È uno che mi fa prendere tutta Lecce… Gli esercenti e le colonnine! Penso che per la fine dell’anno ci prendiamo tutto il Salento!”

Lo scopo dell’operazione era di escludere un’altra società che, in collaborazione con la Monteco, aveva gestito la raccolta di olio presso l’isola ecologica a Lecce.

L’ex Assessore risponde del reato di corruzione con l’aggravante di aver agito per agevolare “l’affermazione degli interessi economici e del potere economico-criminale del clan Moccia in Puglia”.

Nei prossimi giorni, Andrea Guido, 44enne leccese, assistito dall’avvocato Ivan Feola, potrà difendersi dalle accuse nel corso dell’interrogatorio di garanzia.



In questo articolo: