Il 10 agosto è una delle date più attese dell’estate, una di quelle serate in cui alzare gli occhi al cielo, anche solo per un istante. Nessuno, proprio nessuno, riesce a resistere al fascino della notte di san Lorenzo, una serata dove, tempo permettendo, è il cielo a regalare lo spettacolo, imperdibile, della pioggia di stelle cadenti, scie luminose a cui affidare un desiderio, una speranza, un sogno per il futuro.
Un rito che si ripete ogni anno, senza perdere mai il suo fascino: teli stesi in riva al mare, spiagge affollatissime, chitarre strimpellate, canzoni urlate al cielo, birre e naso all’insù, in attesa di catturare uno scintillio che dura appena un istante e che, proprio per questo, sembra ancora più prezioso. Alla fine, anche chi dice di non credere ai desideri finisce quasi sempre per formularne uno di fronte ad una stella cadente.
Per la scienza, è un evento astronomico suggestivo. Dietro quella che ai nostri occhi sembra una pioggia di stelle c’è un viaggio lungo milioni di chilometri. La notte di San Lorenzo deve la propria fama allo sciame delle Perseidi, un mix di polveri e ghiaccio che la cometa Swift-Tuttle abbandona dietro di sé durante il suo “giro” intorno al Sole. È un appuntamento cosmico che si ripete ogni estate, puntuale, mentre noi cambiamo, cresciamo, perdiamo persone, ne incontriamo altre e affidiamo al cielo desideri sempre diversi. Forse è proprio questo uno dei motivi per cui le Perseidi continuano ad affascinarci: sono uno spettacolo antico che torna ogni anno, ma ogni volta sembra raccontare qualcosa di nuovo.
Le Lacrime di San Lorenzo: tra fede e leggenda
Per la religione, c’è ben altro. Le stelle cadenti del 10 agosto altro non sono che le lacrime del Santo che vagano nei cieli e scendono sulla terra solo nel giorno in cui il martire romano fu ucciso per volere dell’imperatore Valeriano. Secondo un’altra credenza, le meteore sono chiamate “fuochi di San Lorenzo” perché ricordano i tizzoni, i carboni ardenti dalla graticola infuocata su cui il patrono di diaconi, cuochi e pompieri, fu bruciato. Una sofferenza che ha ispirato opere d’arte, testi e detti popolari, per secoli.
Per molti, è solo un’occasione per stare insieme, per osservare il cielo con il naso all’insù, in attesa di adocchiare qualche scia luminosa a cui esprimere un desiderio.
Poco importa se siano le Perseidi o le “Lacrime di San Lorenzo”, il 10 agosto le stelle cadenti torneranno a far brillare il cielo di sogni e segreti.
Pronti ad essere “inondati d’un pianto di stelle” come poeticamente ha scritto Giovanni Pascoli nella sua X Agosto? «San Lorenzo, io lo so perché tanto / di stelle per l’aria tranquilla / arde e cade, perché si gran pianto / nel concavo cielo sfavilla…».






