Un nuovo ed ennesimo episodio di violenza ai danni della Polizia Penitenziaria scuote la casa circondariale di Lecce. Un agente è rimasto ferito a seguito di un’aggressione avvenuta all’interno di una sezione a regime ordinario, riaccendendo i riflettori sulle critiche condizioni di lavoro all’interno degli istituti di pena e sulla cronicizzata carenza di personale.
La dinamica dell’aggressione al carcere di Lecce
L’incidente si è verificato durante le consuete operazioni di rientro dei reclusi nelle proprie celle. L’agente di servizio stava gestendo in totale solitudine una sezione con oltre 70 detenuti. Al momento di far rientrare un recluso, quest’ultimo si è opposto con estrema violenza, sferrando un forte calcio contro il cancello in metallo proprio mentre il poliziotto stava chiudendo la serratura. L’impatto ha colpito direttamente l’operatore, causandogli lesioni.
L’episodio è avvenuto in un reparto speciale a regime ordinario, dove la sorveglianza era stata incrementata proprio a causa di precedenti atti violenti registrati nei giorni scorsi.
La denuncia della FSA Cnpp Spp: violato il D.Lgs. 81/2008
A sollevare con forza il caso è stato Ruggiero Damato, segretario regionale della FSA Cnpp Spp, che ha espresso profonda indignazione per quanto accaduto. Il sindacato sottolinea come impiegare un unico operatore per la gestione di oltre 70 reclusi rappresenti un rischio inaccettabile per l’incolumità fisica del personale, oltre a costituire una palese palese violazione del D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Attualmente la struttura carceraria di Lecce registra un deficit d’organico di circa 150 unità di Polizia Penitenziaria. Questa drastica carenza numerica rende ormai impossibile garantire simultaneamente la sicurezza interna dell’istituto e le necessarie attività di trattamento e rieducazione dei detenuti.
L’atto d’accusa contro l’immobilismo del PRAP
Oltre alle carenze strutturali di personale, il sindacato punta il dito contro l’ufficio trasferimenti detenuti del PRAP (Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria), accusato di un immobilismo non più tollerabile.
Secondo quanto denunciato, diversi detenuti responsabili di gravi episodi sanzionabili continuano a rimanere ristretti nello stesso carcere e nella medesima sezione. La convivenza di soggetti problematici, affiancata alla presenza di gruppi territoriali (tra cui detenuti provenienti dal tarantino), crea dinamiche d’influenza che fanno sentire alcuni reclusi intoccabili, liberi di agire al di fuori delle regole.
L’appello alle istituzioni: Prefetto e Procura della Repubblica
Dinanzi a questo scenario critico, la FSA Cnpp Spp chiede che i dirigenti dell’Amministrazione Penitenziaria e della Polizia Penitenziaria si assumano le proprie responsabilità per la gestione della sicurezza.
Il sindacato rivolge un formale appello al Prefetto di Lecce, in qualità di rappresentante del Governo nella provincia, affinché intervenga d’urgenza presso le sedi ministeriali competenti per ripristinare condizioni idonee di sicurezza e al Procuratore della Repubblica di Lecce, affinché avvii gli opportuni accertamenti volti ad appurare le eventuali responsabilità amministrative e gestionali legate all’immobilismo e alle condizioni di rischio in cui opera il personale penitenziario.





