Di A.C.
Arriva la condanna a 3 anni e 3 mesi di reclusione per un 80enne accusato di avere picchiato, umiliato e minacciato, per oltre 4 anni, la moglie ed i figli minori (nati da precedente unione della donna). Nella giornata di ieri, si è celebrata l’udienza conclusiva innanzi ai giudici in composizione collegiale (Presidente Maddalena Torelli, a latere, Marco Marangio Mauro e Michele Guarini), del processo a carico dell’imputato, originario di Presicce-Acquarica, per maltrattamenti contro familiari e conviventi. Il pm Erika Tarquini al termine della requisitoria aveva chiesto la condanna a 6 anni di reclusione.
I giudici hanno disposto anche l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni cinque e la condanna al risarcimento del danno nei confronti delle costituite parti civili da liquidarsi in separato giudizio, con condanna al pagamento di una provvisionale pari ad € 25.000,00 in favore della donna e del figlio minore e di € 10.000,00 in favore dell’altra parte civile, figlia maggiorenne, nonché al pagamento delle spese processuali.
I fatti contestati si sarebbero verificati dal 2017 fino al 2021. Secondo l’accusa, l’uomo maltrattava la moglie ed i figli minori (di origini straniere), sottoponendo i componenti della famiglia ad un controllo costante. Nello specifico, li costringeva a non uscire di casa (requisiva le chiavi dell’auto in modo che la donna non potesse utilizzare il mezzo) o a farvi immediato rientro. E impediva qualsiasi momento di svago o di piacere, come recarsi dal parrucchiere o dall’estetista, giocare, passeggiare. Inoltre, impediva ai minori di frequentare con costanza la scuola ed imponeva loro di svegliarsi presto al mattino per pulire gli appartamenti da affittare, offendendoli e minacciandoli abitualmente con le seguenti frasi: “siete dei cani, siete dei parassiti che io tengo a casa, vi do da mangiare”. E rivolgendo all’indirizzo della moglie che aveva subito un’operazione chirurgica, la frase: “non servi più a nulla”. Vengono poi contestati episodi di violenza fisica nei confronti di componenti della famiglia, con schiaffi e pugni.
L’uomo, inoltre, si rifiutava di prestare assistenza economica alla moglie, negando di darle i soldi richiesti per soddisfare le sue esigenze e quelle dei suoi figli.
La donna era stata presa in cura da un Centro Antiviolenza. L’imputato era difeso dagli avvocati Paolo Rizzo e Andrea Monsellato che potranno fare ricorso in Appello, mentre le parti civili dall’avvocato Immacolata Letizia Di Mattina.





