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Inchiesta Orione, resta in carcere il presunto braccio destro del boss latitante

by Angelo Centonze
20 Aprile 2018 20:03
in Cronaca
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Ancora un’udienza, dinanzi al Tribunale del Riesame, dell’inchiesta «Orione», culminata nel marzo scorso con 37 arresti, tra carcere e domiciliari, che ha permesso di smantellare tre clan (attivi a Martano, Scorrano, Squinzano e Torchiarolo) dediti alle estorsioni ed al traffico di stupefacenti.

Resta in carcere Cosimo Miggiano, 37enne di Maglie, ritenuto il braccio destro del boss latitante Vincenzo Amato. Il collegio ha rigettato l’istanza del suo legale, l’avvocato Ladislao Massari, che chiedeva l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Il Riesame ha confermato la misura carceraria anche per Sergio Pede, 42enne di Otranto, riqualificando però il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione (l’eclatante vicenda dell’imprenditore, costretto ad inginocchiarsi e minacciato con una pistola) in tentata violenza privata. Resta infine ai domiciliari Elena Alina Mihailescu, 35enne di origini rumene. Sono entrambi assistiti dal legale Luigi Rella.

Invece, nella mattinata di oggi, il Gip Vincenzo Brancato ha disposto la scarcerazione per Cosimo Davis Guido, 39enne trepuzzino, difeso dall’avvocato Maria Cristina Caracciolo.

Nei giorni scorsi, si erano tenuto altre udienze, tra conferme, riqualificazione dei reati e numerosi annullamenti dell’ordinanza cautelare.

Tra gli altri, sono state scarcerate le tre presunte donne boss del clan di Torchiarolo, Adele Visconti, 23enne; Anna Maria Cristina Guadadiello, 33enne e Alba Conte, 25enne (si trovava ai domiciliari). Rispondevano di associazione a delinquere di stampo mafioso. Sono tutte assistite dall’avvocato Ladislao Massari.

Il Riesame ha inoltre annullato l’ordinanza nei confronti di Davide Petrachi,difeso dal legale Annalisa Prete. Il portiere di Melendugno rispondeva di detenzione e spaccio, ma anche di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Tags: operazione-orione
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