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Emergenza sicurezza negli ospedali salentini, la FP CISL denuncia degrado, rischi cronicizzati e inerzia dell’Asl Lecce

​Esposizione ad agenti cancerogeni nella morgue del "Vito Fazzi", muffe e locali inagibili a Scorrano, fumi tossici e rischio incendio a Gallipoli: la dura presa di posizione del sindacato ed il silenzio dei vertici aziendali.

by Redazione
22 Luglio 2026 11:55
in Cronaca, In evidenza
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Uno scenario di grave degrado strutturale, precarie condizioni igienico-sanitarie e pericoli costanti per la salute dei lavoratori. È il quadro a tinte fosche dipinto dal Dipartimento Sanità della FP CISL Lecce, che attraverso il suo responsabile Antonio Piccinno muove un formale ed incisivo atto d’accusa nei confronti dei vertici dell’Azienda Sanitaria Locale.

​Al centro della contestazione vi è l’assoluta ed ingiustificata inerzia con cui l’ASL Lecce sta gestendo le criticità strutturali presenti negli ospedali “Vito Fazzi” di Lecce, e nei presidi ospedalieri di Scorrano e Gallipoli.

​La goccia che ha fatto traboccare il vaso risale al 2 luglio 2026, data in cui la FP CISL Lecce ha inviato un’articolata nota di sollecito (Prot. SG/51/AP/del 02.07.2026). A distanza di settimane, dall’Azienda Sanitaria non è pervenuto alcun riscontro ufficiale, né si è assistito all’avvio di cantieri di bonifica, interventi di sanificazione o messa in sicurezza delle aree critiche.

​Un atteggiamento definito dal sindacato come “intollerabile”, poiché scarica sul personale dipendente i rischi di un’esposizione prolungata ad agenti chimici, biologici ed ambientali potenzialmente nocivi.

​Mappa del degrado: le criticità nei tre presidi ospedalieri

​1. Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce: Morgue e uffici necrofori a rischio oncologico

​La situazione più allarmante si registra presso il nosocomio capoluogo. Già il 30 marzo 2026, uno specifico audit ispettivo condotto dal Servizio di Prevenzione e Protezione Aziendale (SPPA) aveva verbalizzato formalmente “diffuse e rilevanti non conformità di natura strutturale, impiantistica, igienico-sanitaria e organizzativa”.

​Il rischio: l’audit ha accertato livelli di rischio elevati legati all’esposizione ad agenti chimici, biologici e cancerogeni.

​Lo stato attuale: a oltre tre mesi dalla certificazione del pericolo, l’ASL non ha ancora definito né avviato un cronoprogramma di riqualificazione.

​L’Impatto: i quattro operatori tecnici necrofori in organico continuano quotidianamente a prestare servizio all’interno di ambienti presuntamente inagibili.

​2. Ospedale di Scorrano: fatiscenza, umidità e muffe (Scala A – 5° Piano)

​Gli ambienti adibiti a spogliatoio per il personale sanitario e tecnico versano in uno stato di marcata fatiscenza.

​Il rischio: oltre alla presunta assenza delle autorizzazioni idonee per la copertura in materiale coibentato, i locali presentano visibili infiltrazioni d’acqua con formazione diffusa di muffe.

​L’impatto sulla salute: l’esposizione continuativa a tali spore espone i lavoratori a problematiche respiratorie acute e croniche (dalle reazioni allergiche e tosse persistente fino al rischio di aggravamento per chi soffre di asma e bronchiti).

​3. Ospedale di Gallipoli: locale cartelle cliniche fuori norma (Torre A – 2° Piano)

​A seguito dell’esposto urgente inoltrato il 14 luglio 2026 allo SPPA e alla Direzione Medica di Presidio, il sindacato ha acceso i riflettori sulle condizioni dell’archivio/deposito cartelle cliniche dove operano tre dipendenti:

​Mancanza di ricambio d’aria: le stanze sono prive di finestre apribili idonee; le uniche aperture perimetrali risultano totalmente ostruite dalle scaffalature metalliche.

​Emissioni nocive: l’utilizzo intensivo di 3 fotocopiatrici di grandi dimensioni in un locale privo di impianti di aspirazione forzata provoca la saturazione dell’aria con sostanze micro-inquinanti (ozono e polveri sottili da toner).

​Rischio incendio ed elettrico: a fronte dell’imponente accumulo di materiale cartaceo, si segnala l’assenza di dispositivi antincendio interni e la necessità inderogabile di verificare l’adeguatezza dell’impianto elettrico e delle vie di fuga.

​La posizione del Sindacato e il ricorso agli organi di controllo

​Di fronte all’assenza di risposte concrete, la FP CISL Lecce ha confermato che non si fermerà ai solleciti interni. Il sindacato ha già predisposto la trasmissione di un articolato dossier espositivo rivolto alle autorità di vigilanza ed holds esterne:

​- NAS (Nuclei Antisaniatarii dell’Arma dei Carabinieri);

​- Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco;

– ​Ispettorato Territoriale del Lavoro.

​La dichiarazione di Antonio Piccinno (Responsabile Dipartimento Sanità FP CISL Lecce):

​”È inaccettabile che il datore di lavoro rimanga inerte a fronte di rilievi tecnici interni che evidenziano rischi persino di natura oncologica per i nostri operatori e gravissime carenze di sicurezza nei luoghi di lavoro. Tutelare la salute di chi lavora in sanità è un obbligo normativo e morale primario.

​Se non seguiranno azioni immediate di sanificazione, verifica delle agibilità e bonifica strutturale, la CISL FP continuerà ad adire tutte le sedi competenti per garantire la tutela e l’incolumità di tutti i lavoratori.”

Tags: malasanita
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