Sette ragazzi di età compresa tra i 15 e i 17 anni hanno chiesto di poter accedere alla messa alla prova nell’ambito del procedimento penale per il pestaggio del 16enne (all’epoca dei fatti) disabile e di nazionalità tunisina, avvenuto nella stazione ferroviaria di Galatina il 18 aprile del 2025 per mano della cosiddetta “gang del bosco”.
La vicenda, lo ricordiamo, era finita al centro della ribalta mediatica nazionale, attirando l’attenzione – tra gli altri – di Fabrizio Corona. Il noto personaggio televisivo si era recato a Galatina nell’immediatezza dei fatti ed è stato recentemente iscritto nel registro degli indagati per diffamazione a seguito della denuncia presentata dai genitori di uno dei giovani coinvolti.
L’udienza preliminare e le richieste
Nel corso dell’udienza preliminare tenutasi oggi davanti al GUP Paola Liaci del Tribunale per i Minorenni di Lecce, i difensori di sette degli otto imputati hanno avanzato istanza per l’accesso alla messa alla prova. Si tratta di un percorso rieducativo che, se portato a termine con successo, consentirà l’estinzione del reato e il conseguente proscioglimento dei giovani.
Soltanto un imputato – chiamato a difendersi dall’accusa di aver diffuso il video di una delle aggressioni – è stato rinviato a giudizio. Il suo processo prenderà il via il prossimo 26 gennaio, assistito dall’avvocato Roberto Stanislao.
Per tutti gli altri sette ragazzi, l’udienza è stata aggiornata al 27 gennaio, data in cui verranno esaminati nel dettaglio i programmi rieducativi depositati dai legali Massimo Bellini, Simona Reale, Giuseppe Romano, Antonio Palumbo, Daniela Sindaco, Riccardo Marra e Massimo Marra.
Le accuse e le indagini sul branco
Nei mesi scorsi, la Procura aveva avanzato richiesta di rinvio a giudizio per gli otto imputati, ipotizzando a vario titolo i reati di lesioni personali gravi, stalking e violenza privata. Per alcuni specifici episodi, tra cui proprio il violento pestaggio avvenuto in stazione, è stata contestata l’aggravante dell’odio razziale.
Le indagini condotte dagli agenti del Commissariato di P.S. di Galatina hanno svelato un quadro allarmante: per oltre due anni, la vittima (oggi 17enne) sarebbe stata bersaglio di molestie, minacce, botte e discriminazioni legate anche alle sue origini straniere.
Nella primavera dello scorso anno, dopo essere stato attirato con l’inganno nella stazione ferroviaria, il ragazzo era stato aggredito a calci e pugni da cinque dei minorenni, in concorso con altri due soggetti non imputabili. Inseguito dal branco, il giovane aveva cercato rifugio nell’abitazione di un conoscente. Gli aggressori avevano tentato di sfondare la porta di casa, portando avanti un vero e proprio assedio a base di minacce e offese durato un’ora e mezzo, interrotto solo grazie al coraggioso intervento di una residente affacciata al balcone, che aveva minacciato di chiamare le forze dell’ordine.
La vicenda giudiziaria e investigativa aveva registrato una svolta lo scorso 4 giugno, quando, a seguito dell’emissione dei Daspo urbani, erano scattati gli arresti per cinque minori in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal GIP Lucia Rabboni, con il contestuale collocamento in comunità.





